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L'identità

Mostra risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Kundera, Milan - L'identità

  1. #1

    Predefinito Kundera, Milan - L'identità

    Posto anche questo libro di Kundera che, almeno secondo me, è differente dagli altri suoi che ho letto....sì, di base c'è comunque la sua riflessività e la descrizione scrupolosa dell'animo umano...ma il fatto è che leggendolo mi è sembrato un kundera diverso...un kundera che pretendeva meno da se stesso...comunque sono solo impressioni, e la cosa bella è che ogni libro suo ti lascia, inevitabilmente, forti impressioni..


    trama:

    Vi sono situazioni in cui per un istante non riconosciamo chi ci sta accanto, istanti in cui l'identità dell'altro si cancella mentre, di riflesso, dubitiamo della nostra. Kundera trasforma una percezione così segreta e sconcertante in materia romanzesca.
    Ultima modifica di elisa; 06-13-2009 alle 09:50 PM. Motivo: edit caratteri

  2. #2

    Predefinito

    Non c’è nulla che possa farmi pensare che il mondo sia altro che ciò che io stessa riesco a percepire.
    Io, immersa nell’aria attorno a me, lancio i miei sensi alla scoperta e raccolgo quello che essi mi portano indietro come cani da caccia.
    Insomma tutto un gioco di percezioni si intreccia, si compone e ricompone, a disegnare ogni mio pensiero, ogni mio momento, ogni immagine a cui do il nome di verità. E le persone attorno, tanti centri di tanti universi come io sono centro del mio universo, si urtano, si fondono e confondono, promiscui, e lanciano verso di me i loro sensi, e io a loro i miei. Mi ritorna indietro quello che per gli oggetti era verità, per gli individui è identità.
    Tutto frutto della percezione.
    Eppure i sensi non sono onnipresenti, quando mi fermo a guardare l’espressione di un volto, me ne sto perdendo altre mille, mi sfugge l’intrecciarsi delle dita, e quando scendo a guardare le mani non riuscirò a guardare il volto, e quando torno al volto mi starò perdendo il vento che fa i suoi ricami, e tutto, tutto il resto.
    Allora io non sono solo il centro del mio universo, ma sono anche il tronco di un vastissimo albero di possibilità, promiscue anche loro. All’apice di un complicato intreccio di strade lancio i miei sensi per una via, una possibilità una sola, e da lì costruisco il mio universo. Fatto di percezioni, non di certezze. Parziale, non assoluto. Mutevole, come il caso. Il caso su cui tutti quelli intorno a me costruiranno le loro certezze e i loro universi.
    Solo così possiamo spiegare cosa accade quando a guardare un volto noto, non lo si riconosce nella memoria. E perde di senso quella parola, identità.

  3. #3
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    L'ho finito ieri e, come dicevo a Dory, mi ha lasciato l'amaro in bocca, anche se ancora non ho ben chiarito il perchè. Mi sa che sono d'accordo con non so dove volare. Ho trovato carina la riflessione sul significato dell'amicizia (infondo, ciò che ci attira negli altri è spesso l'immagine che, in un modo o nell'altro ci rimandano di noi stessi). E una citazione "Il fuoco della cremazione mi manda il suo biglietto da visita" A Chantal non piaceva, ma a me sì (ci sto passando, ahimè, proprio in questo periodo!). E' un buon modo per scherzarci su! (il rossore della faccina non è dovuto alla vergogna!).

  4. #4
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    Predefinito Citazione da l'Identità

    Ciao, so che la richiesta vi sembrerà un po' strana, però mi servirebbe, se qualcuno fosse così gentile, la citazione di quella pagina (credo sia proprio ne "L'Identità") dove Chantal parla di come fa le selezioni del personale nella sua azienda (lì dove dice che ci sono quelli proprio convinti, e quelli un po' filosofi, e lei ne seleziona una volta di un tipo, una volta dell'altro). Io non riesco più a trovare il libro nella mia biblioteca, se gentilmente mi poteste riportare quello che c'è scritto in quella parte, ve ne sarei grato. Ciao.

  5. #5
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    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da superleo Vedi messaggio
    Ciao, so che la richiesta vi sembrerà un po' strana, però mi servirebbe, se qualcuno fosse così gentile, la citazione di quella pagina (credo sia proprio ne "L'Identità") dove Chantal parla di come fa le selezioni del personale nella sua azienda (lì dove dice che ci sono quelli proprio convinti, e quelli un po' filosofi, e lei ne seleziona una volta di un tipo, una volta dell'altro). Io non riesco più a trovare il libro nella mia biblioteca, se gentilmente mi poteste riportare quello che c'è scritto in quella parte, ve ne sarei grato. Ciao.

    L'ho ritrovato, grazie comunque. Giacché ci sono, sarò antipatico agli ammiratori di Kundera, ma a me i suoi libri non piacciono proprio. L'insostenibile ecc ecc quando lo lessi (quasi quindici anni fa) mi piacque, anche il titolo e il concetto che esprimeva. Forse se lo rileggessi ora ne troverei di difetti. Degli altri libri mi ricordo anche i difetti, invece. Alcuni scrittori mi hanno fatto questo effetto: mi sono sembrati molto profondi e mi sono piaciuti tanto all'inizio, salvo poi trovarli così così. Invece altri hanno resistito e li ho trovati più belli. Vabè, smetto di annoiarvi. Saluti e buona lettura.

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