TRAMA:
Nel 1949 esce "Il secondo sesso" che fece, allo stesso tempo, successo e scandalo. Con veemenza da polemista di razza, de Beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna e i relativi attributi. In questo saggio l'autrice si esprime in un linguaggio nuovo, parla di controllo delle nascite e di aborto, sfida i cultori del bel sesso con "le ovaie e la matrice". Affronta temi il tema della sessualità, il lesbismo, la prostituzione, l'educazione religiosa e la maternità, indicando alle donne la via per l'indipendenza e l'emancipazione. Provocando il pubblico conservatore, de Beauvoir cerca riconoscimento personale e solidarietà collettiva, e li avrà: l'opera, di respiro universale, è diventata una tra le fondamentali del Novecento.

Un libro travolgente, emozionante, complesso, tanto bello quanto difficile da interpretare che conferma la personalità controversa e anticonformista. Una pietra miliare del femminismo, anche se ai pari di Virginia woolf non si può considerare una femminista, ma fu di grande ispirazione e anche di grande polemica per le femministe dell'epoca. L'autrice rivendica l'importanza di adottare da parte delle donne schemi mentali di emancipazione per il riconoscimento e l'applicazione dei loro diritti, affinché potessero uscire definitivamente dall'anonimato sociale. Molte femministe all'epoca furono d'accordo, altre no. Questo libro e' molto impegnativo, ma vale la pena di leggerlo perchè purtroppo è ancora drammaticamente attuale, molte considerazioni che la scrittrice francese fa sulla condizione femminile potrebbero essere scritte al giorno d'oggi. Interessanti soprattutto le osservazioni sul cattivo uso della libertà che alcune donne credono di aver conquistato e che si traduce invece semplicemente nella licenza di fare ciò che si vuole senza approdare a nulla di buono. Insomma, donne non si nasce, ma si diventa!
Da leggere!