Questo è uno degli ultimi romanzi scritti da Isaac Asimov, in questo caso con la collaborazione di Robert Silverberg. È basato su un racconto scritto negli anni quaranta dallo stesso Asimov. "Notturno" è apprezzabile per la chiarezza narrativa, ma purtroppo la storia mal si adatta all'incedere di un romanzo, e il coinvolgimento del lettore a tratti non è ben presente: la concisa trattazione di un breve racconto era più congeniale al tipo di idea fantascientifica sulla quale sono imperniate le vicende. Il finale è nella norma, e questo è strano per un autore che ci ha abituato a "finali col botto". Nella figura dello scienziato Athor si può poi intravedere l'Asimov ormai anziano, sicuro del proprio successo ma ancora votato a nuove esperienze e deciso a ricominciare: una personificazione dell'autore che risulterà molto simile a quella che l'immaginario collettivo ha associato a questo grande narratore.

"Notturno" è interessante, possiede qualche buono spunto, ma io lo consiglierei solo agli appassionati di Isaac Asimov. Per tutti gli altri, è invece d'obbligo leggere il racconto originale.
Se volete avvicinarvi alla fantascienza di Isaac Asimov, dovreste leggere prima di tutto le sue grandi opere, come "Fondazione - la quadrilogia completa (1953-1983)", "L'uomo positronico (Robot NDR-113)", "Io, robot". Se volete invece sperimentare un tipo di fantascienza innovativo, potreste dare un'occhiata ad uno dei più grandi autori moderni: Philip Kindred Dick, che con "Ubik", "Un oscuro scrutare" e "Blade Runner" ha letteralmente riscritto il modo di concepire e di fare fantascienza.