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Nel segno della pecora

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Discussione: Murakami, Haruki - Nel segno della pecora

  1. #1
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    Predefinito Murakami, Haruki - Nel segno della pecora

    Trama tratta dal web: "
    Sotto il segno della pecora inizia come tante altre storie: il protagonista, un pubblicitario trentenne, viene lasciato dalla moglie e vive le sue giornate immerso nella monotonia. Un giorno, però, realizza una campagna pubblicitaria che utilizza la fotografia di un gregge di pecore al pascolo, e una di queste pecore, identificabile per via di una macchia a forma di stella sulla fronte, viene riconosciuta come quella responsabile di aver preso possesso di un uomo politico molto potente, il Maestro; questi è gravemente malato e il nostro protagonista si trova obbligato a partire per ritrovare entro un mese la pecora incriminata, fotografata tempo addietro da un suo vecchio amico, il Sorcio, latitante da qualche anno. Insieme a una ragazza dalle orecchie così belle da spingerla a tenerle sempre coperte per mostrarle solo nell'intimità, il narratore inizia una caccia che lo porterà da Tokyo, dove vive l’anziano Professore delle Pecore, a Sapporo, per finire in cima alle gelide montagne a nord di Hokkaido, dove troviamo l'Uomopecora e il Sorcio."

    Ho letto molti dei libri di Murakami ma questo è il mio preferito. L'idea della pecora conquistatrice del mondo è geniale. La storia è coinvolgente,mai noiosa,onirica come tutti gli altri racconti dello scrittore nipponico. Mentre leggevo non ho mai pensato "Questo è assurdo,irreale" ma percepivo ogni singolo avvenimento come reale e tangibile. Mi è piaciuta in particolar modo l'ultima parte,quando si passa da un ritmo frenetico ad una solitudine pacifica,leggera. Consigliatissimo.
    Ultima modifica di Minerva6; 05-18-2016 alle 07:38 PM.

  2. #2
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    L'avevo iniziato circa due annetti fa, ma non ricordo bene perchè, l'ho mollato a metà. Probabilmente non mi aveva catturato abbastanza!

  3. #3
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    Io invece l'ho trovato scadente verso il finale... mi è piaciuta moltissimo la prima parte e la seconda... ma quando inizia a dare delle risposte... ho trovato le sue risposte un po' azzardate, non magiche e interessanti come il resto del libro... è come se avesse perso i collegamenti, se fosse uscito dal seminato...
    Comunque bel libro, Murakami rimane sempre uno dei miei preferiti!!
    Nello stile, nella costruzione, e anche in un personaggio, mi ricorda molto Dance, Dance Dance, che in assoluto trovo sia il migliore tra quelli letti fino ad ora!!

  4. #4
    Balivo di Averoigne
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    Predefinito

    Il protagonista, di ritorno dal funerale di una ragazza frequentata ai tempi dell'università, trova in casa la moglie da cui ha appena divorziato venuta per recuperare le ultime cose che le appartengono. Il nostro, di professione pubblicitario, ricorda che di lì a poco avrebbe incontrato una ragazza di ventuno anni, di bellezza media, che nella vita svolgeva tre lavori: correttrice di bozze, modella per spot pubblicitari basati sulle orecchie e call girl. A causa di uno degli spot pubblicitari che la vedevano protagonista avvenne l'incontro tra i due; la ragazza, che pareva avere particolari poteri di preveggenza, precognizzò al suo nuovo compagno l'arrivo di un'importante telefonata avente come soggetto delle pecore. Sarà l'inizio di un'avventura cui il termine "strana" calza come un morbido e caldo paio di guanti di lana sulle mani del proprietario infreddolito in un gelido giorno d'inverno.

    Ancora una volta faccio tappa nel suggestivo universo creato da Murakami; incontrarlo nuovamente è come riprendere un piacevole discorso con un amico che non si vedeva da tempo. La confezione, ovvero l'atmosfera e il lavoro di cesello sulla cornice portati avanti dall'autore giapponese, è di grande livello. In questo caso l'elemento onirico (strettamente legato a quello "weird") non è spinto ai massimi livelli: le precognizioni della ragazza, l'incontro col Sorcio, l'essenza dell'Uomo Pecora, le incredibili capacità della pecora "smarrita"; tutto ciò aiuta il lettore a seguire le evoluzioni nella trama e facilita la comprensione delle svolte narrative. La prima parte, che serve a porre le basi per la storia, risulta interessante grazie ad alcune digressioni, nelle quali Murakami resta maestro, come quella incentrata sul ricordo della ragazza universitaria senza nome (definita "quella che andava a letto con tutti, da qualche parte tanti anni fa"). Anche in questo lavoro nessuno, o quasi, ha un nome proprio, solo nomignoli, infatti i due protagonisti non si chiamano mai per nome e gli altri personaggi sono identificati tramite appellativi comuni o soprannomi (sono l'Uomo Pecora, il Maestro, il Sorcio e il professor Pecora); d'altronde, in un mondo che pare "parallelo" e complementare a quello del Giappone "reale", a che cosa potrebbe servire un nome?
    Le lettere del Sorcio e lo strano incarico assegnato al protagonista indubbiamente aumentano quell'aura di mistero che ammanta la prima metà. Anche l'inizio della ricerca con relativo trasferimento del pubblicitario e della sua fidanzata "dalle belle orecchie" sugli inospitali monti dell'Hokkaido e l'intrigante resoconto dello sviluppo della città di Junitaki (vi ho scorto un eco lontana del Defoe de "La peste di Londra") sono passaggi di rilievo. A mio parere i problemi cominciano nella seconda con l'apparizione del professor Pecora e ancora di più con quella dell'Uomo Pecora: è da questo momento che principia il tentativo di connessione dei vari elementi fino a lì disseminati. Il tutto dovrebbe confluire in una spiegazione convincente e chiara, invece, di nuovo, Murakami resta nel vago e non fornisce tutti i chiarimenti del caso.
    Mi sono decisamente perso nelle chiacchiere del Sorcio e, per l'ennesima volta ("La ragazza dello Sputnik", "Norwegian Wood"), ho constatato una peculiarità "murakamiana" che m'indispettisce: la sparizione, di punto in bianco, di uno dei personaggi principali. La comunicazione del fatto viene data in maniera molto semplice e diretta dall' "Uomo Pecora", la motivazione? Nessuna! Qualcosa in merito verrà approfondito nell'ideale seguito, ovvero "Dance Dance Dance". Comunque la modalità "succede così perché si" non è che mi entusiasmi molto. Il finale m'è parso "monco", con innumerevoli domande lasciate senza risposta. Il tutto si risolve con il protagonista che non porta a termine del tutto il compito assegnatogli ma qualcuno già sapeva a cosa sarebbe andato incontro (per quale motivo allora fargli fare tanta fatica?); il Sorcio è un qualcosa d'indefinito e Professor/Uomo Pecora risultano essere due soggetti aventi meramente funzioni di supporto tecnico e implementazione del lato "bizzarro".
    Lavoro insolito, di gradevole lettura, ma non del tutto riuscito; io amo decisamente il Murakami più concreto che mette in moto la macchina della vita reale e dei "ricordi" emozionali ("Norwegian Wood", "A sud del confine, a ovest del sole").

    VOTO 6

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