TRAMA:
È l'ultimo romanzo completato dall'autrice ed è l'unico a essere ambientato nella società vittoriana a lei contemporanea. È insieme satira sociale e ricerca morale, con una presentazione positiva delle idee ebraiche proto-sioniste e cabalistiche che ha reso controverso il giudizio finale su uno dei nomi più importanti della letteratura vittoriana. Il romanzo pubblicato a puntate nel 1874-1876, è anche diseguale dagli altri, ma ha alcune delle scene più memorabili e animate della sua produzione. L'opera decifra a fondo la società inglese provinciale, traccia delicate analisi morali dei singoli personaggi.

Commentare questo romanzo è molto difficile: sono quasi 1000 pagine scritte con uno stile inconsueto, con i personaggi non sempre delineati in modo sicuro e definitivo (quasi a lasciare al lettore il compito di colmare le lacune). Ciò che però conta è segnalare questo affresco della Londra ebraica della metà dell'Ottocento e del sostegno che la Eliot diede alla causa del sionismo (Deronda infatti finirà con l'aderire all'ideale sionista e a promuoverlo dove possibile). Ci sono tanti motivi dunque per leggere questo lunghissimo romanzo, e ve lo segnalo per questi due in particolare. Uno di questi è l'interessante vedere di una grande scrittrice inglese dell'Ottocento che ha voluto dedicare la propria attenzione all'autodeterminazione del popolo ebraico, in un momento storico in cui gli ebrei inglesi dimostravano di potersi integrare nella società britannica dell'epoca. Insomma, è davvero un ottimo romanzo. Una lettura intensa e toccante, coinvolgente e allo stesso tempo impegnativa. Consigliato specie agli amanti della letteratura vittoriana.