TRAMA:
Raccolta di poesie e racconti che coprono il decennio 1980-1990 e raccontano, tra immancabili scene di vita metropolitana e visioni oniriche da pejotl, esternate con l’ironia forte del ragazzo disincantato, il mondo intimo di questo artista cult della cultura post punk. Un libro bello, bellissimo, per chi non disdegna la “favola sfatta”…(o l'esperinza onirica degradata da incutere "timore" allo stesso Carroll), in quanto non si esaurisce mai: a rileggerlo ricrea significati e scene, sulla scia di quei libri di favole della Buonanotte che affascinano nonostante la ciclicitŕ della ripetizione, o di quell’allusivitŕ visionaria ed ermetica di un Rimbaud.

Sintetizzando la struttura, Paura di Sognare si apre con una prima parte tratta da “The book of noods” (il libro degli sballi), prosegue con Variazioni Newyorkesi (poesie 1973-1985), per concludere con Nuove opere (1989-1993). Unica pecca forse, la mancanza di testo a fronte per poter confrontare con il testo originale..