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Discussione: Qual è, secondo voi, la poesia più bella di sempre?

  1. #1
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    Predefinito Qual è, secondo voi, la poesia più bella di sempre?

    Non so se esiste già una discussione del genere, ma vorrei sapere qual è, a vostro parere, la poesia più bella di tutti i tempi.
    Per me è L'Infinito di Giacomo Leopardi.

  2. #2
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    La poesia più bella di sempre?
    Non riesco a sceglierne una sola,é limitativo.Posso dire le 3 che amo di più:
    "If " di Rudyard Kipling
    "L'odio" di Szymborska Wislawa
    "Temo un uomo di poche parole" di Emyli Dickinson

  3. #3
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    Citazione Originariamente scritto da zanblue Vedi messaggio
    La poesia più bella di sempre?
    Non riesco a sceglierne una sola,é limitativo.Posso dire le 3 che amo di più:
    "If " di Rudyard Kipling
    "L'odio" di Szymborska Wislawa
    "Temo un uomo di poche parole" di Emyli Dickinson
    "If " di Rudyard Kipling e' tra le miei prime 3 anche per me..

  4. #4
    Eclectic Mod
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    Anche io non riesco a sceglierne una sola, é limitativo cosi anche limitarsi a una sola dell'autore.
    Posso dire gli autori che amo di più: Paul Verlaine, Tristan Corbière, Charles Baudelaire, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé. Di altro genere Saffo.

  5. #5
    giovaneholden
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    Sono tante,ma Funeral Blues di Auden è straordinaria,struggente e lancinante al tempo stesso,eccola declamata nel film Quattro matrimoni e un funerale

  6. #6
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    Avete scelto tutti poeti o dell'800 o del '900 (tranne Wisława Szymborska, morta da poco, e Saffo), i due secoli più vicini a noi. Chissà perché si tende sempre a scegliere personaggi letterari vicini a noi.
    Io, invece, cerco sempre di allontanarmi dal presente: se si fanno le cose per autori, non posso non citare Dante, il poeta dei poeti, e Petrarca.

  7. #7
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    Ho sempre adorato Leopardi,in particolare Il sabato del villaggio,Il passero solitario e La quiete dopo la tempesta.

    Ecco alcune parti che preferisco:

    Questo di sette è il più gradito giorno,
    pien di speme e di gioia:
    diman tristezza e noia
    recheran l'ore, ed al travaglio usato
    ciascuno in suo pensier farà ritorno.

    Godi, fanciullo mio; stato soave,
    stagion lieta è cotesta.
    Altro dirti non vo'; ma la tua festa
    ch'anco tardi a venir non ti sia grave.
    (da Il sabato)


    O natura cortese,
    Son questi i doni tuoi,
    Questi i diletti sono
    Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
    E' diletto fra noi.
    Pene tu spargi a larga mano; il duolo
    Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
    Che per mostro e miracolo talvolta
    Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana
    Prole cara agli eterni! assai felice
    Se respirar ti lice
    D'alcun dolor: beata
    Se te d'ogni dolor morte risana.(
    da La quiete)


    Che parrà di tal voglia?
    Che di quest'anni miei? che di me stesso?
    Ahi pentirommi, e spesso,
    Ma sconsolato, volgerommi indietro.
    (da Il passero)

  8. #8

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    L'INFINITO DI LEOPARDI

    Sempre caro mi fu quest'ermo colle,

    e questa siepe, che da tanta parte
    dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminati
    spazi di là da quella, e sovrumani
    silenzi, e profondissima quïete
    io nel pensier mi fingo, ove per poco
    il cor non si spaura. E come il vento
    odo stormir tra queste piante, io quello
    infinito silenzio a questa voce
    vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
    e le morte stagioni, e la presente
    e viva, e il suon di lei. Così tra questa
    immensità s'annega il pensier mio:
    e il naufragar m'è dolce in questo mare.


    ALLE FRONDE DEI SALICI - SALVATORE QUASIMODO

    E come potevamo noi cantare
    con il piede straniero sopra il cuore,
    fra i morti abbandonati nelle piazze
    sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
    d'agnello dei fanciuli, all'urlo nero
    della madre che andava incontro al figlio
    crocifisso sul palo del telegrafo?
    Alle fronde dei salici, per voto,
    anche le nostre cetre erano appese,
    oscilavano lievi al triste vento.


    Queste sono tra quelle che preferico, ma aggiungerei:
    "La pioggia nel pineto" di D'Annunzio;
    "Ed è subito sera" - Quasimodo;
    "X Agosto" di Pascoli;
    "Pianto antico" di Carducci;
    "A Zacinto" - "Alla sera" di Foscolo.

    E tante di G. Ungaretti
    - Veglia
    - San Martino del Carso
    - Soldati
    - Allegria di naufragi
    - Mattina
    - Sentimento del tempo







  9. #9
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    "Pianto antico" mi ha fatto ritornare in mente l'esame di quinta elementare,l'imparai a memoria allora e ancora la ricordo tutta.
    La maestra mi bloccò a metà (aveva capito che ero preparata) ed io ci rimasi male...volevo recitarla tutta.
    Anche se è molto triste,mi è sempre piaciuta.

    L'albero a cui tendevi
    la pargoletta mano,
    il verde melograno
    da' bei vermigli fior,

    nel muto orto solingo
    rinverdì tutto or ora,
    e giugno lo ristora
    di luce e di calor.

    Tu fior de la mia pianta
    percossa e inaridita,
    tu de l'inutil vita
    estremo unico fior,

    sei ne la terra fredda,
    sei ne la terra negra
    né il sol più ti rallegra
    né ti risveglia amor.

  10. #10
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    Anch'io non riesco a sceglierne solo una..e dopo gran pensare, quattro sono quelle che hanno superato le eliminatorie:

    Tre poesie di guerra di Ungaretti ( chi non ne ricorda almeno gli ultimi versi che ho evidenziato in neretto?):

    VEGLIA

    (23 dicembre 1915)

    Un’intera nottata
    Buttato vicino
    A un compagno
    Massacrato
    Con la bocca
    Digrignata
    Volta al plenilunio
    Con la congestione
    Delle sue mani
    Penetrata
    Nel mio silenzio
    Ho scritto
    Lettere piene d’amore
    Non sono mai stato
    Tanto
    Attaccato alla vita
    .

    SONO UNA CREATURA

    (5 agosto 1916)

    Come questa pietra
    Del S. Michele
    Così fredda
    Così dura
    Così prosciugata
    Così refrattaria
    Così totalmente
    Disanimata
    Come questa pietra
    È il mio pianto
    Che non si vede
    La morte
    Si sconta
    Vivendo
    .

    SAN MARTINO SUL CARSO

    (27 agosto 1916)

    Di queste case
    Non è rimasto
    Che qualche
    Brandello di muro
    Di tanti
    Che mi corrispondevano
    Non è rimasto
    Neppure tanto
    Ma nel cuore
    Nessuna croce manca
    È il mio cuore
    Il paese più straziato


    e infine una poesia tanto amata in questo forum, già oggetto di tanti commmenti,

    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale del grande Montale

  11. #11
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    Difficile sceglierne una....le mie preferite sono già state dette,ma una no...

    Il più bello dei mari

    Il più bello dei mari
    è quello che non navigammo.
    Il più bello dei nostri figli
    non è ancora cresciuto.
    I più belli dei nostri giorni
    non li abbiamo ancora vissuti.
    E quello
    che vorrei dirti di più bello
    non te l'ho ancora detto.


    -- Nazim Hikmet

  12. #12
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    A ZACINTO
    Nae più mai toccherò le sacre sponde
    ove il mio corpo fanciulletto giiacque.
    acinto mia,che te specchi nell'onde
    del greco mar da cui vergine nacque

    Venere, e fea quelle isole feconde
    col suo primo sorriso, onde non tacque
    le tue limpide nubi e le tue fronde
    l'incinto verdo di colui che l'acque

    cantò fatali, ed il diverso esiglio
    per cui bello di fama e di sventura
    baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

    Tu non altro che il caanto avrai del figlio
    o materna mia terra:a noi prescrisse
    il fato illacrimata sepoltura. (Ugo Foscolo)

    inoltre: alla sera(F), passero solitario, la quiete dopo la tempesta, il sabato del villaggio(Giacomo Leopardi) e pianto antico.

  13. #13
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    Predefinito Senza dubbio questa:


  14. #14
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    Impossibile sceglierne solo una!! Però questa mi piace tantissimo


    Gli alberi sono nella loro autunnale bellezza,
    i sentieri del bosco sono asciutti,
    nel crepuscolo d'ottobre l'acqua
    riflette un cielo immobile;
    sull'acqua colma fra le pietre, stanno
    cinquantanove cigni.

    Già diciannove autunni mi raggiunsero
    da quando li contai la prima volta;
    li vidi, prima che finissi il conto,
    tutti di colpo sollevarsi
    e sperdersi rotando in grandi cerchi interrotti
    sulle ali rumorose.

    Ho ammirato quelle creature splendenti
    e ora è triste il mio cuore.
    Tutto è cambiato da quando io, ascoltando
    la prima volta, su questa riva, al crepuscolo,
    lo scampanare delle loro ali sopra il mio capo,
    camminavo con passo più leggero.

    Senza ancora saziarsi, amata e amante,
    remano nelle fredde
    correnti amiche, o scalano l'aria;
    i loro cuori non sono invecchiati;
    passione o conquista, dovunque vadano errando,
    tuttora li accompagna.

    Ma ora galleggiano sull'acqua immobile,
    misteriosi, bellissimi.
    Fra quali giunchi nidificheranno,
    sulle sponde di quale lago o stagno
    delizieranno occhi umani quando un giorno,
    svegliandomi, mi accorgerò che son volati via?

    ( I cigni selvatici di Coole - W. B. YEATS)

  15. #15
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    Citazione Originariamente scritto da SALLY Vedi messaggio
    Difficile sceglierne una....le mie preferite sono già state dette,ma una no...

    Il più bello dei mari

    Il più bello dei mari
    è quello che non navigammo.
    Il più bello dei nostri figli
    non è ancora cresciuto.
    I più belli dei nostri giorni
    non li abbiamo ancora vissuti.
    E quello
    che vorrei dirti di più bello
    non te l'ho ancora detto.


    -- Nazim Hikmet
    E la poesia più bella di tutti i tempi è quella che devo ancora leggere...

    quindi per me non c'è risposta alla domanda

    Francesca
    Ultima modifica di francesca; 07-27-2012 alle 07:52 AM.

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