Una giovane donna torna dopo tanti anni alla casa dell'infanzia, situata in mezzo a un lago in un'isola deserta del Quebec, insieme al compagno e a una coppia di amici. Il motivo è rintracciare il padre che sembra scomparso. Dovrebbe essere una breve rimpatriata ma per la giovane è un entrare nel proprio passato attraverso il presente, fino a rivivere dlele cose vissute che aveva rimosso e fare delle scelte che la riportano al pieno contatto con la natura magica del luogo. In una comprensione profonda delle risposte alle sue domande.

Margaret Atwood è una grande scrittrice canadese, una delle più amate da me, proprio per la grande capacità di raccontare le cose semplici lavorando sotto traccia fino ad arrivare alla profondità. Nulla di quello che scrive è banale e scontato, anche se apparentemente la trama potrebbe sembrare troppo scarna, ma è proprio quel raccontare la vita non parendo arrivando allo scheletro della stessa che la rende unica nel panorama delle scrittrici. E allora in questo romanzo ci sono i grandi temi quali quelli ecologici e del predominio della cultura americana, i temi legati all'identità femminile, ai rapporti generazionali e di coppia, in un contimuo confronto con il lettore. La Atwood anche questa volta non mi ha deluso. Non è il libro che consiglierei come sua prima lettura, ma è senz'altro un validissimo romanzo.