“La dea dei baci” è ambientato in un paesino di campagna fuori Milano negli anni ’60, sullo sfondo della rivoluzione industriale e la protagonista è Giovanna Vera Sironi.
Il libro è narrato in prima persona (scelta astuta dell’autrice per arrivare più direttamente al lettore). Racconta l’infanzia della protagonista, orfana della mamma Luigina (prima mamma conosciuta) e costretta ad accettare i maltrattamenti del padre e della nuova mamma Maria.
E’ un romanzo che suscita emozioni, perché scopriamo la verità sulla protagonista insieme a lei.
L’abbandono al brefotrofio, di cui Giovanna è inizialmente inconsapevole, è solo il primo di una serie di avvenimenti infelici che si susseguono nella sua giovane vita. In casa viene relegata a dormire in un sottoscala e viene trattata come una serva, mangiando gli avanzi degli altri. Fugge da casa più di una volta, in cerca dei veri genitori; non trova fortuna neanche quando riesce ad abbandonare l’odiata casa paterna, in quanto, assunta in un posto di lavoro, viene stuprata dal principale. Rischia di essere ammazzata dal padre, ma riesce a varcare la soglia della libertà, barattandola con una mancata denuncia.
Vera è spavalda, incosciente, temeraria e caparbia. E’ un’adolescente incerta, con tutti i tipici problemi degli adolescenti odierni…la continua ricerca di risposte, l’insicurezza e la voglia di cambiare il mondo.
Nel libro si affronta la scoperta dell’altro sesso da parte della protagonista, che è sempre costretta a scontrarsi con uomini-lupi. La sua ingenuità e purezza la portano a restare lontana da questo mondo di ombre, irraggiungibile e cupo, che non la appartiene e la spaventa.
Vera scappa di casa alla ricerca della madre, per ricostruire la sua di identità, per capire fino in fondo se stessa. Si avventura nel mondo esterno e sconosciuto per capire chi sia la sua famiglia; al contrario di quanto succede oggi, dove i giovani si lasciano alle spalle la porta di casa, che li separa da mamma e papà per tuffarsi nell’ignoto della vita che pulsa fuori dalle mura domestiche.

Io ho la mia mamma che ha perso la mamma quando aveva 9 anni e mi sono molto ritrovata in questo romanzo.
Provenendo da un piccolo paese del Sud Italia, dove il rapporto padre-padrone è molto radicato, mi sono sentita trascinata dalle parole dell'autrice e letteralmente rapita dalla storia di Giovanna.
Credo che sia carino da leggere, perchè affronta temi diversi di grande peso emozionale in modo semplice ma efficace.
Quando manca l'amore in famiglia ci si ritrova senza identità. Vera scappa a cercare se stessa a Milano, lontano dalla campagna. Pensa di lanciarsi all'inseguimento della vera mamma, ma in realtà quella che non riesce ad afferrare è lei stessa.