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Discussione: Incipit

  1. #136
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    Ursus e Homo erano legati da un'amicizia stretta. Ursus era un uomo Homo era un lupo. Le loro nature erano ben assortite. Era stato l'uomo a battezzare il lupo . Probabilmente si era anche scelto da solo il suo nome: avendo trovato Ursus adatto a sè, aveva trovato Homo adatto all'animale.
    L'uomo che ride -Victor Hugo-

  2. #137
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    "Dallo steccato, tra i buchi dei fiori arricciati, li vedevo giocare. Loro venivano verso la bandierina e io andavo lungo lo steccato. Luster frugava in mezzo all'erba sotto l'albero dei fiori. Loro tolsero la bandierina e colpirono la palla."

    L'urlo e il furore - W. Faulkner

  3. #138
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    Questo libro non vuol essere
    né un atto d'accusa né una confessione.
    Esso non è che il tentativo di raffigurare
    una generazione - la quale - anche se sfuggì alle granate -
    venne distrutta dalla guerra.


    Siamo a riposo, nove chilometri dietro il fronte. Ci hanno dato il cambio ieri; oggi abbiamo la pancia piena di fagioli bianchi con carne di manzo, e siamo sazi e soddisfatti. Anche per la sera ciascuno ha potuto prenderne una gavetta piena; inoltre, doppia porzione di salsiccia e di pane: tutto questo fa bene.


    Niente di nuovo sul fronte occidentale. Erich Maria Remarque
    Ultima modifica di bouvard; 08-29-2013 alle 02:59 PM.

  4. #139
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    Non lo nego: sono ricoverato in un manicomio; il mio infermiere mi osserva di continuo, quasi non mi toglie gli occhi di dosso perché nella porta c’è uno spioncino, e lo sguardo del mio infermiere non può penetrarmi poiché lui ha gli occhi bruni, mentre i miei sono celesti.

    Il tamburo di latta di Gunter Grass

  5. #140
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    Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino! » O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.

    Bellissimo quest'incipit.

  6. #141
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    Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. Come gli studi universitari, la morte o avere il c**** lungo. Noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. Ecco perché l'amicizia viene rappresentata con patti di sangue, lealtà eterne, e addirittura mitizzata come una variante dell'amore, più profonda del banale affetto di coppia. Eppure non dev'essere un vincolo tanto solido, se l'elenco degli amici perduti è sempre più lungo di quelli conservati.

    Quattro amici - David Trueba

  7. #142

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    Mi perdonerete se qualcuno lo ha già postato...

    Aveva solo l’indirizzo. Rue des Pistoles, nel Vieux Quartier. Erano anni che non tornava a Marsiglia. Ora non aveva più scelta. Era il 2 giugno, pioveva. Nonostante la pioggia, il tassista rifiutò di inoltrarsi nei vicoli. Lo fece scendere davanti a Montée-des-Accoules. Un centinaio e più di scalini da salire e un dedalo di strade fino a rue des Pistoles. Il suolo era cosparso di sacchi di spazzatura sventrati e dalle strade saliva un odore acre, un misto di piscio, umidità e muffa. Unico grande cambiamento, il restauro del quartiere. Alcune case erano state demolite. Le facciate di altre ridipinte, in ocra e rosa, con persiane verdi e blu, all’italiana.
    Di rue des Pistoles, probabilmente una delle più strette, rimaneva solo una metà, il lato pari. L’altro era stato raso al suolo, così come le case di rue Rodillat. Al loro posto, un parcheggio. Fu la prima cosa che vide sbucando all’angolo di rue du Refuge. Qui, sembrava che i costruttori avessero fatto una pausa. Le case erano luride, fatiscenti, divorate da una vegetazione merdosa.


    Jean-Claude Izzo - Casino Totale

  8. #143
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    Beccato per caso, non conosco nè il libro nè l'autore. Sentite che curioso

    Sluchai (Casi) di Daniil Charms
    Quaderno azzurro, n. 10
    C'era un uomo con i capelli rossi, che non aveva né occhi né orecchie. Non aveva neppure i capelli, per cui dicevano che aveva i capelli rossi tanto per dire.
    Non poteva parlare, perché non aveva la bocca. Non aveva neanche il naso.
    Non aveva addirittura né braccia né gambe. Non aveva neanche la pancia, non aveva la schiena, non aveva la spina dorsale, non aveva le interiora. Non aveva niente! Per cui non si capisce di chi si stia parlando.
    Meglio allora non parlarne più.

  9. #144
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    Sempre dello stesso autore

    Starucha (La vecchia) - Daniil Charms

    Nel cortile c'è una vecchia che tiene in mano un orologio a pendolo. Io passo davanti alla vecchia, mi fermo e le chiedo:
    "Che ore sono?".
    "Guardi" mi dice la vecchia.
    Io guardo e vedo che la pendola non ha le lancette.
    "Non ci sono le lancette" dico.
    La vecchia guarda il quadrante e mi dice:
    "Sono le tre meno un quarto".
    "Ah, bene. Grazie mille " dico, e me ne vado.

  10. #145
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    Si, tutto potrebbe iniziare così, qui, in questo modo, una maniera un po' pesante e lenta, nel luogo neutro che appartiene a tutti e a nessuno, dove la gente s'incontra quasi senza vedersi, in cui la vita dell'edificio si ripercuote, lontana e regolare.

    La vita. Istruzioni per l'uso - G. Perec

  11. #146
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    Le famiglie felici si rassomiglian tutte.
    Ogni famiglia infelice, invece, lo è a modo suo.
    Tutto era sossopra nella famiglia Oblonskï. La principessa, avendo saputo che suo marito aveva una relazione con la governante francese che era stata in casa loro, aveva dichiarato a suo marito che ella non poteva più vivere sotto lo stesso tetto con lui. Questa situazione, che durava già da tre giorni, era penosa per gli sposi, nonché per tutti i membri della famiglia e per il personale della casa.
    Tutti, parenti e domestici, sentivano che la loro convivenza non aveva più ragion d'essere, e come gli stranieri che il caso fa incontrare in un albergo siano più legati fra loro che non potessero esserlo, adesso, i membri della famiglia Oblonskï.

    Anna Karenina - Tolstoj

  12. The Following User Says Thank You to darida For This Useful Post:


  13. #147
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da darida Vedi messaggio
    Le famiglie felici si rassomiglian tutte.
    Ogni famiglia infelice, invece, lo è a modo suo.

    Tolstoj
    Il mondo è bello
    perché è AVARIATO

    Andrej

  14. #148
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    Predefinito Clara Sanchez...".Entra nella mia vita"

    Sull'ultimo ripiano dell'armadio dei miei genitori,avvolta in una coperta,c'era una cartella di pelle di coccodrillo che nessuno usava mai.Per prenderla dovevo tirare fuori la scatola di alluminio dalla lavanderia e salire fino al gradino più alto.Prima,però,dovevo cercare la pccola chiave che apriva la cartella tra gli orecchini,i bracciali e gli anelli del portagioie di mia madre.........

  15. #149
    Ananke
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    Quel pomeriggio in cui tutto cominciò ero nel grande campo dietro casa con il mio buon amico Leonard Pine. Io avevo in mano il calibro dodici e lui lanciava in aria i piattelli.

    "Una Stagione Selvaggia" - Joe Lansdale

  16. #150
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    Allora, se volete una storia ve la racconto. Ma una sola. Non chiedetemene poi un'altra, né tu né lui. E' tardi e poi, Pari, noi due abbiamo davanti una lunga giornata di viaggio. Bisogna che tu faccia un buon sonno. E anche tu, Abdullah. Conto su di te, figliolo, mentre tua sorella e io siamo via. Anche tua madre fa affidamento su di te. Una storia sola, dunque. Ascoltate, voi due, ascoltate bene e non interrompete.

    E l'eco rispose - Khaled Hosseini

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