Non solo è scritto da una donna, ma parla di donne, entra nell’essenza di essere donna. Fragilità e forza, decisione e tentennamento, paura e temerarietà… Sono racconti brevi, che hanno per titolo il nome di una donna. Storie di un paio di pagine che ti catapultano ad ogni capitolo in una nuova dimensione, facendoti sedere accanto alla protagonista con poche parole. Si riesce a vedere l’eroina di turno in tutte le sue sfumature: caratteriali e fisionomiche.
Solo l’ultimo racconto breve è “non voglio farti male”, che da il nome alla raccolta.
Nisse è la protagonista. La sua esistenza senza una figura femminile accanto (il padre resta vedovo due volte), con la voglia di fuggire dalla casa paterna, da un genitore-padrone, che non la degna di attenzioni, che le regala solo indifferenza. Nisse abbandona il paesino di provincia per trovare l’affermazione di donna altrove, pur tentando di riconquistare il padre ogni volta all’anno che torna a casa. Invano.
Trame di donne, sapori autentici, emozioni schiette. Leggiamo nella maggiorparte degli intrecci di amori omosessuali, tra femmine dagli occhi persi chissadove, dagli sguardi lontani.

Ve lo consiglio.