Questa la trama :

Dopo la pubblicazione del suo ultimo libro di poesie, l’ispettore Adam Dalgliesh fugge dal caos di Londra, diretto al remoto promontorio di Larksoken, nel Norfolk e al mulino a vento ristrutturato, ereditato da una vecchia zia. Ma non potrÃ* fuggire così facilmente dal delitto. Uno psicopatico, autore di una serie di omicidi, ha seminato il terrore nella contea e ora, proprio qui, all’ombra inquietante della Centrale nucleare di Larksoken, la polizia sta disperatamente cercando di porre fine alla strage.
Così ha inizio l’ultimo romanzo di P. D. James, che è anche il più complesso e coinvolgente scritto dopo il successo di Un gusto per la morte. Protagonista ancora una volta l’ispettore Dalgliesh – anche se in un ruolo più inconsueto – la vicenda ci trascina in una fitta rete intessuta di odio e violenza, una sorta di spaventoso incubo popolato di personaggi singolari. Alex Mair, il brillante direttore della Centrale e l’apprensiva Alice, sua sorella; Neil Pascoe, il patetico promotore di una campagna anti-nucleare che lo ha trasformato in un acerrimo nemico di Hilary Robarts, l’amministratore della Centrale; Ryan Blaney, un bizzarro pittore sul quale pesa l’arduo compito di allevare da solo quattro figli; e Miles Lessingham, il sovrintendente operativo della Centrale, che ritiene Hilary Robarts responsabile del suicidio di un suo caro amico. Inevitabilmente, in una notte di luna, il delitto giunge fino sul promontorio e altrettanto inevitabile è il coinvolgimento di Dalgliesh.

Classico giallo di stile anglosassone, molto somigliante al genere di Agatha Christie. Anche se, a mio avviso, rispetto alla Christie le trame e i personaggi di P.D. James manca un po’ di verve. Comunque una piacevole lettura, soprattutto grazie alle trame lineari, anche se sempre molto ben strutturate, di questo genere di gialli.