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Discussione: Altman, Robert - Gosford Park

  1. #1
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    Predefinito Altman, Robert - Gosford Park

    Trama da Wikipedia:
    La storia è ambientata in una villa della campagna inglese in un fine settimana del 1932 in cui Sir William McCordle invita presso la propria casa, per una battuta di caccia, un gruppo di ospiti con le loro mogli e le loro servitù. Ad essi si aggiungono inoltre l'attore Ivor Novello e un produttore cinematografico statunitense accompagnato dal suo valletto. Durante il soggiorno degli ospiti viene commesso un delitto.

    Bellissimo libro sulle differenze tra le classi nell 'Inghilterra dell'epoca, sulla ipocrisia, rigidità e formalismo nei rapporti non solo tra diverse classi, ma anche all'interno della stessa classe.
    C'è rigidità nei rapporti tra i nobili, tra chi è realmente ricco e chi è solo nobile e vorrebbe ingraziarsi il parente danaroso.
    C'è rigidità nei rapporti tra i domestici con una scala sociale interna forse anche più intransigente di quella nobiliare.

    Un film corale in cui il delitto e l'indagine per la risoluzione costituiscono solo un pretesto per scavare più a fondo nelle vicende dei protagonisti.
    Consigliato!

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  3. #2
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    Predefinito

    un capolavoro, un cast eccezionale, non solo di apparenza ma anche di sostanza. Un film bello.

  4. #3
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    Predefinito

    Un film esteticamente perfetto, un coro di attori impeccabile, tutta la vicenda sembra essere rappresentata su un grande palco teatrale, con evidente atmosfera vittoriana che a me piace particolarmente.
    Adoro l'eleganza di Kristin Scott Thomas, il suo fascino maliconico, e, a parte il mistero del delitto, mi ha affascinato la storia d'amore tra il personaggio interpretato da un oscuro Clive Owen e la dolce cameriera (l'attrice che ha recitato in "Trainspotting"), con un finale che non mi aspettavo.
    Quando la borghesia e il suo perbenismo viene smascherato mi diverto sempre molto e naturalmente simpatizzo con la servitù.

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  6. #4
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    Predefinito Possibili spoiler

    Immersi nella splendida atmosfera di una villa brulicante di invitati a una battuta di caccia, nella campagna inglese degli anni '30, mentre lo spettatore è ancora impegnato a fare la conoscenza degli innumerevoli e vivaci ospiti e della servitù al seguito, ecco che la vicenda si tinge inaspettatamente di giallo. Una doppia curiosità avvolge lo spettatore: quella legata alla ricerca dell'assassino e quella rivolta alla conoscenza e all'analisi psicologica dei personaggi, degli intrighi e dei rapporti tra loro. L'ipocrisia regna sovrana nella società descritta, vittima delle convenzioni e delle gerarchie sociali. Passo dopo passo, l'impeccabile facciata verrà smontata senza pietà.
    A parte Mary, la protagonista, mi è piaciuto il personaggio di Elsie, forse la più vera, e poi mi ha incuriosito la figura del falso valletto anche se, non so perché, avrei preferito fosse un valletto vero.
    Coralità, giallo, ambientazione e profondità rendono, secondo me, Gosford Park un film notevole. Il tutto somiglia molto a Downton Abbey, serie che amo, e c'è sempre Maggie Smith nel ruolo della snob finta cattiva (qui però mi sa che non è tanto finta). Finale - col senno di poi, dato che non ero certa di aver capito, ma è un problema mio, meno male che c'è Minerva - perfetto.

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