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copertina libro

Il velo dipinto

Mostra risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: Somerset Maugham, William - Il velo dipinto

  1. #1
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    Predefinito Somerset Maugham, William - Il velo dipinto

    Dal sito Adelphi:

    "Che ragione poteva avere l’incantevole Kitty – occhi splendenti, capelli alla garçonne – per sposare il gelido e inamabile dottor Fane – batteriologo alle dipendenze del governo inglese – se non il puro panico? Panico, soprattutto, di fronte alla prospettiva di deludere la madre, implacabile tessitrice di brillanti matrimoni. Non meraviglia allora che Kitty cada subito vittima del sorriso ammaliatore dell’uomo più popolare di Hong Kong, Charlie Townsend, a sua volta regolarmente sposato. Ma nei romanzi di Maugham la beffarda complessità della vita scompiglia a ogni pagina le carte e rimette in gioco i destini, spiazzando il lettore. E spiazzata, e sgomenta, è Kitty allorché il marito, che ha scoperto tutto, le propone di seguirlo in una città dell’interno, Mei-tan-fu, devastata dal colera. Che cosa cela la flemma disumana del dottor Fane? Un sinistro disegno di morte? O una perversa, demiurgica macchinazione? Più semplicemente, la possibilità di un nuovo destino, che si dischiuderà alla frivola Kitty a poco a poco, come un oscuro segreto, nella putrescente Mei-tan-fu, dove il colera miete uomini, convenzioni e certezze – e dove mai si sarebbe aspettata di incontrarlo."

    Alla mi prima esperienza con questo autore sono rimasto affascinato dal suo stile tanto preciso e piacevole. Maugham è chiaramente un fine conoscitore dell'animo umano e delle dinamiche sociali; il lettore può ritrovare nelle pagine di questo romanzo inquietudini, sensazioni e angosce relative alla vita matrimoniale ma anche alle dinamiche genitore/figlio e amante/amato. La figura di Kitty è genuina nella sua insicurezza; circondata da personaggi squallidi, strani, tristi saprà trovare la via della salvezza nel luogo per lei più inaspettato... Vivamente consigliato!
    Ultima modifica di elisa; 09-06-2017 alle 06:49 PM. Motivo: edit titolo

  2. #2
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    Citazione Originariamente scritto da pigreco Vedi messaggio

    ... stile tanto preciso e piacevole. Maugham è chiaramente un fine conoscitore dell'animo umano e delle dinamiche sociali; il lettore può ritrovare nelle pagine di questo romanzo inquietudini, sensazioni e angosce relative alla vita matrimoniale ma anche alle dinamiche genitore/figlio e amante/amato. La figura di Kitty è genuina nella sua insicurezza; circondata da personaggi squallidi, strani, tristi saprà trovare la via della salvezza nel luogo per lei più inaspettato...

    La capacità descrittiva di Maugham, pacata eppure viva e partecipe, riesce a rendere in modo affascinante una storia e dei personaggi che di per se potrebbero apparire banali. E' la bravura dello scrittore riuscire a dar loro vita e valore universale.

  3. #3
    Balivo di Averoigne
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    SPOILER
    Pigreco perdonami, ti muovo un appunto che vuol essere una richiesta di chiarimento del tuo pensiero: premetto che ho trovato questo romanzo pessimo (almeno quanto a vicenda narrata ed alla fluidità della traduzione)!
    Scrivi che Kitty è circondata da personaggi "squallidi e tristi". Io ho trovato lei squallida, triste ed aggiungerei ipocrita poiché ritiene di poter fare come le pare per tutto il romanzo, tradisce la fiducia del marito (che è un angelo) con un damerino, lo disprezza senza alcun motivo se non il suo stolto egoismo, non contenta va ad espiare presso le suore giurando a se stessa che "mai più.."; vedendolo all'opera, capisce quanto il marito Walter (dottore) sia una grande persona, ma lui muore, lei sembra rinsavita, rientra in Europa e che fa? Ci ricasca con Charlie? Comportamento irritante ed insgiustificabile..

  4. #4
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    Citazione Originariamente scritto da Des Esseintes Vedi messaggio
    SPOILER
    (....)Io ho trovato lei squallida, triste ed aggiungerei ipocrita poiché ritiene di poter fare come le pare per tutto il romanzo, tradisce la fiducia del marito (che è un angelo) con un damerino, lo disprezza senza alcun motivo se non il suo stolto egoismo, non contenta va ad espiare presso le suore giurando a se stessa che "mai più.."; vedendolo all'opera, capisce quanto il marito Walter (dottore) sia una grande persona, ma lui muore, lei sembra rinsavita, rientra in Europa e che fa? Ci ricasca con Charlie? Comportamento irritante ed insgiustificabile..
    Può darsi, ma a me viene in mente l'aggettivo "umana"

  5. #5
    Mathematician Member
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    Citazione Originariamente scritto da Des Esseintes Vedi messaggio
    SPOILER
    Pigreco perdonami, ti muovo un appunto che vuol essere una richiesta di chiarimento del tuo pensiero: premetto che ho trovato questo romanzo pessimo (almeno quanto a vicenda narrata ed alla fluidità della traduzione)!
    Scrivi che Kitty è circondata da personaggi "squallidi e tristi". Io ho trovato lei squallida, triste ed aggiungerei ipocrita poiché ritiene di poter fare come le pare per tutto il romanzo, tradisce la fiducia del marito (che è un angelo) con un damerino, lo disprezza senza alcun motivo se non il suo stolto egoismo, non contenta va ad espiare presso le suore giurando a se stessa che "mai più.."; vedendolo all'opera, capisce quanto il marito Walter (dottore) sia una grande persona, ma lui muore, lei sembra rinsavita, rientra in Europa e che fa? Ci ricasca con Charlie? Comportamento irritante ed insgiustificabile..
    ANCORA SPOILER

    Capisco il tuo punto di vista Des Esseintes e provo a spiegarti il mio. Ho adorato la figura di Kitty in quanto personaggio complesso e combattuto: spesso ci scordiamo da dove vengono le persone e perchè si comportano in una certa maniera. Credo fortemente che siamo in parte la famiglia in cui siamo cresciuti e la povera protagonista è cresciuta con un padre succube e una madre tiranna che la voleva maritare al miglior offerente; ha finito per sposare un uomo che non amava e per giunta (per quanto tu dica "un angelo") noioso e senza mai una spinta di sentimentalismo. Kitty lo tradisce, lo detesta, poi lo rivaluta, dalle suore trova uno spiraglio verso la spiritualità, morto il marito ricado in errore, ma alla fine ha capito tutto e lo si percepisce con la misericordia che mostra nei confronti del padre vedovo. Insomma, credo che se fosse un racconto del Vangelo Gesù Cristo se avesse dovuto scegliere un personaggio da prendere sotto la sua ala protettrice avrebbe scelto lei...

  6. #6
    Balivo di Averoigne
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    Grazie per la spiegazione..
    Ma, ti chiedo, fossi tu Walter (che, ricordiamo, adorava Kitty, benchè privo di slanci), staresti così tanto dalla parte di Kitty?

  7. #7
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    Citazione Originariamente scritto da Des Esseintes Vedi messaggio
    Grazie per la spiegazione..
    Ma, ti chiedo, fossi tu Walter (che, ricordiamo, adorava Kitty, benchè privo di slanci), staresti così tanto dalla parte di Kitty?
    Beh, quando parliamo di massimi sistemi non è mai giusto mettersi nei panni del diretto interessato: sarebbe come chiedere ad un genitore a cui hanno appena ammazzato un figlio se è a favore o contro la pena di morte per gli assassini. Certi giudizi devono darli persone non direttamente coinvolte nei fatti ;-)

    E comunque se fossi stato Walter sarei certamente stato un marito più dolce e attento

  8. #8
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    Se il romanzo ha scaturito questo mini dibattito credo che l'autore, in qualche modo, almeno in parte, abbia centrato l'obbiettivo di coinvolgere il lettore e fare in modo che supporti una parte o l'altra. Personalmente a me è piaciuto parecchio. Creare una situazione come quella in cui è venuta a trovarsi Kitty, con la consueta maestria di Maugham, ha fornito a qualcuno l'idea di farci pure un film . E a me è piaciuto anche quello.

  9. #9

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    THE DOG IT WAS THAT DIED


    Non riesco bene a spiegarmi cosa ci sia che non va con questo romanzo, oppure ci riuscirei se solo avessi il tempo di sedermi con calma, di rifletterci sopra e di mettere insieme un commento sensato. Ma, ahimé, la sessione invernale incombe minacciosa, e dunque mi devo limitare a mettere insieme qualche riga, più che altro con funzione di semplice promemoria per me stessa.
    La colpa è forse delle aspettative troppo alte: avevo sentito parlare de "Il velo dipinto" come un capolavoro, e quindi mi aspettavo di trovarmi davanti qualcosa di imponente e incisivo. Ebbene, indubbiamente si tratta di un romanzo scritto in maniera magistrale, i personaggi sono complessi e approfonditi, la trama è accattivante e i messaggi sottesi sono interessantissimi, ma ho trovato la scrittura di Maugham, per quanto finissima, un po' compassata e fredda. Non saprei bene come spiegarmi, ma mi è sembrato che l'autore volesse come prendere le distanze dai suoi personaggi (e da un lato la cosa è anche comprensibile), e che quindi descrivesse tutto con estrema perizia, ma senza lasciarsi minimamente coinvolgere dalle passioni di cui narra. E dire che le passioni qui non mancano di certo, anzi, sono proprio il movente di tutta l'azione: Kitty, novella Pia de' Tolomei, si ritrova a sposare un uomo che non ama solo per non risultare da meno della sorella, più giovane e meno bella di lei. E così, dal mondo frivolo di salotti e balli londinesi si ritrova sbalzata nella colonia di Hong Kong, dove si innamora perdutamente del primo uomo di bell'aspetto e pieno di sé che la degni di qualche attenzione. E così il marito Walter, da uomo innamoratissimo ed estremamente mite quale era sempre apparso, si trasforma in un cinico persecutore, trascinando la moglie in villaggio devastato dal colera. E proprio qui, quando il libro si fa più interessante - quando le passioni assumono tinte più drammatiche e concitate, quando i personaggi cominciano a farsi più tormentat i e profondi - proprio qui la scrittura di Maugham si fa più distante e compassata. I tormenti di Kitty sono come descritti da una grande distanza, come se fossero raccontati dopo aver conosciuto l'epilogo, e per mero dovere di cronaca, e ho trovato davvero difficile provare trasporto emotivo (io che piango anche davanti a certe pubblicità) per i personaggi. Non che ciò che accade non sia credibile e coerente con l'evoluzione dei protagonisti, ma mi è parso che spesso il racconto andasse quasi ad assumere dei toni vagamente paternalistici, e il paternalismo è proprio una di quelle cose che mi fa venir voglia di andare il più lontano possibile. Forse è colpa del piccolo gruppo di suore, che sono sì descritte come donne umili ed estremamente misericordiose, ma distaccate, beate della propria integrità morale, sempre avvolte da un'aura di intrinseca superiorità, al punto da non essere in grado di comprendere davvero le sofferenze di Kitty, limitandosi a macchinare e a muovere la ragazza come un burattino. Lo fanno per il suo bene, certo, per pura carità cristiana, ma senza mai cercare di dare conforto umano. Kitty viene manovrata, instradata sulla strada che loro ritengono migliore per lei, senza però mai parlarle veramente, senza cercare di mostrarle quali possano essere le conseguenze dei suoi gesti, quasi fossero follemente convinte di essere così tanto superiori e maggiormente beate da poter tirare i fili del destino altrui senza preoccuparsi di conoscere gli altri.*Non lo sa che io sono un essere umano, solo e infelice, e ho bisogno di conforto, di simpatia, di incoraggiamento? Non può per un minuto distogliersi da Dio e darmi un poco di compassione, non la compassione cristiana che voi avete per tutti i sofferenti, ma una semplice compassione umana per me?*.
    Ecco, Kitty ha dei rari momenti in cui, come quando si rigira in testa queste parole, riesce ad abbattere tutti i muri che l'autore ha costruito tra lei e il lettore, e arriva potente e diretta, ma poi ricade in una compassata distanza che fa apparire tutto come la cronaca di quello che è accaduto a dei conoscenti lontani, che si racconta giusto per ingannare il tempo, ma senza la minima partecipazione.*
    Non metto in dubbio di essere probabilmente io quella che non è stata capace di ascoltare con la giusta disposizione d'animo le parole di Maugham, ma non posso nemmeno fingere che il libro mi sia piaciuto quanto mi sarei aspettata.*

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