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Tu sei il male

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Discussione: Costantini, Roberto - Tu sei il male

  1. #1
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    Predefinito Costantini, Roberto - Tu sei il male

    Roma 11 luglio 1982, mentre Roma e tutta l'Italia sono davanti alla finale del Mundial spagnolo, Elisa Sordi , diciottenne impiegata di una società immobiliare del Vaticano, scompare nel nulla. L'indagine viene affidata al giovane commissario Michele Balistreri che è però più interessato al divertimento e a sedurre belle donne. Quando però il corpo di Elisa Sordi viene trovato Balistreri si butta nell'indagine , qualcosa però va storto e il caso resta insoluto.
    Roma 6 luglio 2006, mentre l'Italia batte la Francia nella finale mondiale, la madre di Elisa Sordi si suicida. Il commissario Balistreri ora a capo dela Sezione Speciale Stranieri sta seguendo un'indagine particolarmente delicata e che potrebbe mettere a serio rischio il già precario equilibrio tra cittadini italiani e comunità rom , un'indagine che mano a mano che proceda si farà sempre più complicata fino a collegarsi alla morte di Elisa Sordi.
    Un thriller splendido e appassionante. La trama è un perfetto puzzle le cui tessere si inseriscono poco a poco che si procede con la lettura, pur essendo intricata non perde mai il ritmo, non cade mai nella noia o banalità.
    Mi è anche particolarmente piaciuto il modo in cui Costantini descrive i suoi personaggi rendendoli molto vivi e interessanti, soprattutto il personaggio di Balistreri così superficiale all'inizio e così tormentato e disilluso nella seconda parte.
    Decisamente un ottimo libro

  2. #2
    Viôt di viodi
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    Giallo interessante, ingarbugliato al punto giusto e scorrevole. Diciamo che da 600 pagine l'autore avrebbe potuto comunque eliminarne un centinaio.

  3. #3
    dreamer member
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    Predefinito

    “La verità è un cerchio”. Ecco la citazione che sintetizza meglio la trama e la struttura di “Tu sei il male”, primo libro della trilogia del male, con protagonista il commissario Michele Balistreri.
    La storia si apre domenica 11 luglio 1982, a poche ore dalla finale del Mundial di Spagna disputata da Italia e Germania e molto attesa dagli italiani. Mentre il commissario Balistreri guarda la partita e pregusta una serata di bagordi, il suo amico Angelo Dioguardi riceve una telefonata dal cardinale per cui lavora. Il potente prelato gli annuncia la scomparsa della giovane Elisa Sordi, una dipendente di Dioguardi. Sia in quella circostanza che nei giorni successivi all’accaduto, il commissario Balistreri, troppo preso da se stesso e convinto di possedere un istinto infallibile, sottovaluta la scomparsa della giovane finchè questa non si rivela ben più che una bravata giovanile, ma un barbaro omicidio con tanto di annegamento nel Tevere. A questo punto l’impetuoso ed arrogante Balistreri è convinto di avere il colpevole in tasca, ma le sue azioni innescano una serie di bugie e disgrazie alla luce delle quali il caso risulterà irrisolto. Ventiquattro anni dopo, il ben più assennato e tormentato commissario è a capo di un’importante sezione della polizia, quella che si occupa dei reati in cui sono coinvolti stranieri. E’ per questo che Balistreri si ritrova ad indagare su un’escalation di omicidi di giovani donne, nei quali sono coinvolti degli immigrati rom e rumeni, tutti legati tra loro e, come si scoprirà poi, con origini proprio in quel lontano 1982, fra i palazzi della Roma bene, tra un’aristocrazia in apparente declino ma in realtà molto influente, e la benevola ala protettrice del Vaticano. Tutto, alla fine, si concluderà in un cerchio di intrighi, vendetta, brama di potere, morte ed ineluttabilità. La stessa ineluttabilità di cui è pervaso tutto il romanzo, quel senso di impotenza che sente Balistreri di fronte ad un piano già scritto, geniale, ad un’ombra sfuggente che osserva e tesse la sua tela, ad un uomo invisibile, al male personificato.
    In “tu sei il male” siamo di fronte ad una trama intricatissima che, più si va avanti nella lettura, più sembra irrisolvibile e si ha come l’impressione di girare intorno ad una verità inafferrabile. Ma alla fine, sebbene dopo molte peripezie, tutti i nodi vengono al pettine, tutti i tasselli vanno al loro posto e si ottiene un quadro triste, dove gli attori si usano l’un l’altro per soddisfare la loro malefica sete di vendetta e di potere. E poi ci sono i buoni: ci sono Corvu e Piccolo, i due vice di Balistreri, pazienti, efficenti, coraggiosi ed anche un po’ folli; c’è Linda Nardi, la giornalista inavvicinabile che dentro ha una storia tutta da scoprire; ci sono Angelo ed Alberto, così vicini a Balistreri eppure così diversi… e poi c’è proprio lui, il commissario con un passato oscuro, prima così superficiale, arrogante e così insopportabilmente pieno di sé e poi così prudente, controllato e profondamente tormentato dai fantasmi di un passato sempre troppo presente.
    Davvero un buon thriller, questo di Costantini: vale decisamente la pena di leggere queste 668 pagine fitte di intrighi, crudeltà, razzismo, pregiudizi e segreti. Vale la pena sopportare il primo, presuntuoso Balistreri per scoprire chi ha ucciso Elisa, Samanta, Nadia e le altre donne; per capire se i preconcetti si possono superare e per risolvere il rebus delle lettere incise sulla pelle… Ma non vi svelo di più: dovete leggerlo! Un merito va a Roberto Costantini che ha costruito una storia labirintica ed ingarbugliata in grado di tenere incollati alle pagine senza mai cadere nel banale e senza mai far calare l’attenzione del lettore. Davvero una bella lettura!

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