Non è mai troppo tardi. Nemmeno per entrare nel Guinness dei Primati. Certo, Giuliano Calore non è esattamente una persona qualsiasi: dire che ha una marcia in più è riduttivo. E’ necessario leggere delle sue imprese (“Su e giù dal cielo senza freni” di Giuliano Calore con Giovanni Bertizzolo, Baldini & Castoldi, 16,50 euro) per farsi un’idea di quanto fuori dal comune sia questo “anonimo impiegato dell’Enel”, che, a 40 anni, alla fine degli anni 70, s’inventa di usare la bicicletta in un modo tutto suo. Senza usare il manubrio, per cominciare. E così, con la sua bici “monca”, salire sullo Stelvio, una montagna che per i ciclisti comuni è ostica anche in condizioni normali. Poi ci prende gusto, e allora perché non scendere suonando, che so?, una fisarmonica, visto che le mani non le sta usando? Ma proviamo anche a scendere di notte, dallo Stelvio. E pure con la neve. O con una gamba sola. Insomma, avrete capito, siamo di fronte ad un personaggio più che naif. Lui stesso si definisce “un po’ matto, un po’ artista, un po’ avventuroso”. Sullo sfondo delle sue incredibili vicende c’è Padova, la nostra città; c’è l’indimenticato Gildo Fattori, che con lui cantava negli Strangers (siamo negli anni 60) e che poi lo seguirà come radiocronista per Radio Centrale in alcune delle sue folli avventure; c’è Il Mattino di Padova, appena nato, che ne testimonia i tentativi di record; ci sono i colli euganei, da sempre teatro di quel ciclismo amatoriale fatto di “sudore, gambe levigate dalla depilazione, respiri affannati e spacconate”. Calore fa da sé, solista di un ciclismo unico nel suo genere, un ciclismo “da pane e salame, da cuore e sudore”: la preparazione atletica, la dieta, l’idea di prestazioni sempre più ardite… e per ben 11 volte “Ciano” riesce ad entrare nel Guinness dei Primati. Sfidare se stesso e i suoi limiti sembra non bastargli mai, gli piace quando il gioco si fa duro, quando c’è chi scommette che non ce la farà , impossibile. Scommesse puntualmente perse, lui ce l’ha sempre fatta. Ora ha 74 anni, in bici le ha provate tutte e si domanda: e se avessi iniziato 10 anni prima, cosa sarei arrivato a fare? Cos’altro mi posso inventare ora? Di certo, continuerà a fare il matto. Parola di Calore.