In una Napoli calda e luminosa, in una terra che è espressione del mito romantico, si intreccia una vicenda fantastica. Théophile Gautier ha la capacità di far lievitare i colori dei luoghi e della storia in un mare magnum di sensazioni ora chiare ora meno nitide. La jettatura è la storia di una identità sdoppiata e della trasfigurazione di una bellezza nella morte.


Simpatico racconto sulla superstizione,i protagonisti sono giovani nobili ottocenteschi,che,com'era d'uso,giravano l'Europa,ma solo a Napoli ad uno di loro si svela di essere uno jettatore...l'interessato fa mente locale del proprio passato e riconosce che in effetti di disgrazie alle sue conoscenze ne erano capitate parecchie ,l'altro è un giovane "di mondo",tuttavia viaggia pieno di cornetti e coralli,la ragazza non crede all'assurdo e sfida la sorte...epilogo tragico,degno di Shakespeare.Carino e folkloristico.