La tragedia è ambientata a Roma. Il valoroso generale Caio Marzio, disprezzato dal popolo e dai tribuni Bruto e Sicinio per la sua arroganza, parte per una campagna militare contro i Volsci guidati da Aufidio. Durante la guerra Caio Marzio si comporterà eroicamente conquistando praticamente da solo la cttà di Corioli, guadagnandosi così il nome di Coriolano, e sconfiggendo l'esercito dei Volsci.
Tornato a Roma viene nominato console, ma gli intrighi dei tribuni lo costringono all'esilio. Per vendetta si unirà ai Volsci dichiarando guerra a Roma.
Personalmente la ritengo una delle migliori tragedie del Bardo, appassionante per la ricchezza degli episodi e pergli intrighi che la caratterizzano. Coriolano è un personaggio interessante, arrogante e presuntuoso,ma eroico e coerente dall'inzio alla fine. Al contrario dei tribuni Bruto e Sicinio che raffigurano perfettamente la figura del politico ambiguo e traditore, Coriolano non complotta mai contro nessuno è sempre " umano " nelle sue decisioni, lo stesso suo unirsi ai Volsci contro Roma è dettato dal sentimento della vendetta e non da calcoli politici di cui purtroppo sarà vittima.
Una tragedia in cui ancora una volta Shakespeare analizza i giochi di potere e in cui la meschinità e l'invidia trionfano sull'onestà e la coerenza