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Jezabel

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Discussione: Nemirovsky, Irene - Jezabel

  1. #1
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    Predefinito Nemirovsky, Irene - Jezabel

    "Quando fa il suo ingresso nell'aula di tribunale in cui verrà giudicata per l'omicidio del suo giovanissimo amante, Gladys Eysenach viene accolta dai mormorii di un pubblico sovreccitato, impaziente di conoscere ogni più sordido dettaglio di quello che promette di essere l'affaire più succulento di quanti il bel mondo parigino abbia visto da anni. È ancora molto, molto bella, Gladys Eysenach: il tempo sembra averla "sfiorata come a malincuore, con mano cauta e gentile", quasi si fosse limitato ad accarezzarla teneramente, e le donne presenti nell'aula si sussurrano con invidia i nomi dei suoi innumerevoli amanti. Ma pochi giorni dopo, allorché vengono pronunciate le arringhe, tutta la sua bellezza pare averla abbandonata, e Gladys è ormai soltanto una donna vecchia e sfinita, che a mani giunte supplica i giudici di infliggerle la pena che merita. La condanna sarà lieve, invece, solo cinque anni: il movente passionale ha fatto sì che le venissero concesse le attenuanti previste dalla legge. Ma qual è la verità - quella verità che Gladys Eysenach ha cercato ad ogni costo di occultare? Capace come pochi altri scrittori di scavare nel cuore femminile con implacabile, chirurgica precisione, Irène Némirovsky ci svela a poco a poco il segreto di questa donna che ha desiderato più di ogni altra cosa di rimanere immutabilmente bella, di essere amata per sempre - e che per questo è arrivata a uccidere."




    La lotta di una donna che tenta con ogni mezzo, piu' o meno lecito, di sconfiggere la vecchiaia
    Mah, sara' che non ho provato nessuna empatia con il personaggio, non che io ami invecchiare, ma la "patologia" di Gladys a tratti mi e' risultata persino fastidiosa da leggere. Interessante l’analisi psicologica della protagonista, tuttavia, la narrazione risulta spesso ripetitiva e la storia fin dall'inizio e un po’ scontata.

    nin zo se consigliarne la lettura o no...fate vobis

  2. #2
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    Poco meno di duecento pagine di stile impeccabile, che girano però sempre intorno ad un unico concetto, che rende la trama un po' troppo ripetitiva, ma comunque intrigante.
    Colpo di scena finale sorprendente.
    Lettura piacevole.

  3. #3

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    Il mio secondo approccio alla Némirovsky, dopo un incontro non proprio positivo con il suo breve racconto "Il ballo" (a ripensarci bene, probabilmente la delusione era dovuta ad aspettative troppo alte, perché tutto sommato non ne serbo un ricordo così tanto negativo).
    Devo dire che questo secondo approccio mi ha soddisfatta decisamente di più: certo non credo sia un capolavoro o uno di quei libri che modificano la tua visione della letteratura, ma si tratta senza dubbio di una lettura molto piacevole, una lettura "da distrazione", quelle che scorrono senza richiedere troppo impegno, ma che comunque intrattengono e lasciano un ricordo positivo. Insomma, l'ideale per cercare di leggere qualcosa nonostante si sia in piena sessione d'esami.
    Mi è piaciuta la narrazione "a ritroso", che comincia dalla fine, dal processo per omicidio intentato nei confronti di una donna non più giovanissima, ma ancora bella, per poi fare un tuffo all'indietro. Gladys, una donna bellissima, che appena entrata in società scopre quanto inebriante possa essere la sensazione di avere un uomo ai suoi piedi, rimane una figura fissa al centro del racconto, attorno a cui tutto ruota, e sembra di vederla sorridente a vent'anni, vestita di mussola bianca, per poi, con lo scorrere delle pagine, scorgere la sua figura irrigidirsi, sempre bella ma priva della grazia naturale della giovinezza, il sorriso sembra assumere la fissità di una posa mantenuta troppo a lungo, lo sguardo perde luminosità a causa del belletto.
    Gladys combatte contro il tempo, vorrebbe fermarlo, vorrebbe tornare indietro, ma non per riparare ai torti del passato, ma solamente per avere ancora la bellezza fresca della giovinezza. Certo è un personaggio con cui è difficile empatizzare, così persa nella sua ossessione, così terrorizzata dall'idea che qualcuno possa riconoscerla come una donna non più giovane, ossessionata al punto da sacrificare anche gli affetti più cari per la sua sete di giovinezza. Eppure, nonostante quello della vecchiaia sia un tema che non riesce a toccarmi troppo da vicino, trovo che sia difficile non provare almeno una punta di compassione nei confronti di una donna che, nonostante i suoi errori, non è mai stata davvero felice. E certo c'è anche il disprezzo, la distanza nei confronti di un personaggio difficile, quasi paradossale, a tratti stilizzato e appiattito sopra la sua eterna cantilena, ma attraverso questi tratti più duri e meno realistici sembra emergere un'umanità fragile, tremante, illusoria come il velo di belletto che invano cerca di cancellare le rughe da un volto che ha sempre sorriso solo per cercare di avere un'immagine appetibile, e mai per reale felicità.

  4. #4
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    Ci ho messo un po' a decollare nella lettura di questo libro. La cosa mi ha sorpreso, soprattutto perchè avevo già apprezzato e divorato altri libri della Nemirovsky.
    Alla fine mi ha lasciato stupefatta, e piena di amarezza. Un libro che fa provare pena.
    Non avevo mai letto nulla che andasse tanto a fondo nell'animo femminile, e in questo tono. Una precisione sprezzante, chirurgica nel descrivere la bellezza, la crudeltà e la follia del personaggio. Ammirevole veramente.
    Vale la pena di leggerlo per perdersi nella psicologia della protagonista e uscirne con il dubbio che in realtà tutti potremmo essere Gladys.
    Oltre a ciò, devo dire che però il racconto a me è sembrato un po' ripetitivo, salvo sciogliersi e rendersi appassionante nel finale.

  5. #5
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    L'ho letto tutto d' un fiato, mi è piaciuto e vi dico perché.
    C'è parecchia realtà sulla paura di invecchiare di certe tipologie di donne, che attualmente possiamo trovare sia in personaggi "pubblici "come in persone qualunque e quindi l'evolversi della stori e l'apoteosi finale ci stava tutta.
    Ad un certo punto avevo già capito il legame tra il ragazzo ucciso e la protagonista.
    La Nemirovsky ancora non mi ha deluso in nessuno dei suoi libri.

  6. #6
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    A me ha un po' deluso. La protagonista rimane identica a se stessa negli anni... possibile? nessuna evoluzione, nessuna consapevolezza, nessuno spazio per un minimo di rimorso? Mi è sembrato troppo semplicistico e poco approfondito, un abisso rispetto a Suite francese.

    Impeccabile, come sempre, la scrittura della Nemirovsky.

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