TRAMA:
Ambientato a Boston nell'anno 1876, il romanzo narra di uno strano triangolo tra Basil Ransom, avvocato e politico newyorkese di stampo conservatore e due donne: Olive Chancellor, sua cugina (presso la quale lui si reca in visita) e Verena Tarrant, giovane femminista che lei protegge: i loro pensieri sulla donna e sull'amore, le loro scelte di vita, fra lotta per l'emancipazione delle donne e desiderio di Basil e Olive di essere entrambi un punto di riferimento affettivo per Verena. Di contorno a questa vicenda ci sono diversi ritratti ed eventi che raccontano la vita del tempo in città, con il mondo dei giornali e dei ricchi statunitensi della costa est che mandano i figli all'Università di Harvard. Affascinata da questo mondo, oltre che dall'uomo, Verena si lascia portare via dalla lotta, verso la quale Olive e ferventi suffragette avrebbero voluto impegnarla, salvo che probabilmente, come avverte l'autore a fine libro, se ne pentirà presto.

A più di un secolo di distanza Le bostoniane rimane un testo importante, un messaggio ostile e una speranza, un veleno che contiene, paradossalmente, il suo farmaco. Lo consiglio!