Una Città del Capo dove l'apartheid, formalmente scomparso, continua a esistere indisturbato. Un noir teso, violento, con un ritmo infallibile e tre protagonisti che non si dimenticano facilmente --- In fuga dalla polizia degli Stati Uniti, Jack Burn ha catapultato la famiglia a Città del Capo con la speranza di iniziare una nuova vita. Luogo di richiamo per turisti, molti dei quali americani, la città offre un riparo perfetto e permette un facile anonimato. Ma oltre le apparenze si rivela piena di rischi per chi non ne conosce le regole. Sul suo territorio non si è ancora rimarginata la separazione tra la zona dei bianchi ricchi e le aree circostanti, i sobborghi operai e i Cape Flats, il quartiere-ghetto nel quale era stata segregata la popolazione di colore ai tempi dell'apartheid. Burn si ritrova suo malgrado coinvolto nel conflitto tra le due realtà. Per proteggere la moglie incinta e il figlio piccolo è costretto a ricorrere alla forza uccidendo due gangster e attirando su di sé l'attenzione di Barnard, poliziotto folle e corrotto che per anni ha sfruttato il suo potere sulla povera gente. Contro questo nuovo nemico l'unico alleato è l'ex galeotto Benny Mezzosangue, assassino in cerca di una disperata quanto impossibile redenzione.

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Veramente un bel noir, dove l'ambiente in una città difficile come Città del Capo è la chiave di tutto il romanzo.
Sicuramente uno dei noir più belli letti fin'ora.

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