Dalla quarta di copertina di uno degli inediti d'autore del Corriere Della Sera :

Orfeo è morto. Il grande sprinter che le corse le vinceva facili, il beniamino delle folle, il re del ciclismo di trent'anni fa, se n'è andato in un letto di malattia. È mancato all'affetto dei suoi cari - come si dice - e dell'amico Biagio, il suo gregario. Quello che, se le vittorie allora riuscivano così facili, era anche grazie a lui. Lui che dava il ritmo, lui che tracciava la scia fendendo l'aria, e si faceva da parte giusto in tempo perché la star delle due ruote potesse tagliare il traguardo avvolta in un manto di gloria. L'unico a sapere tutto questo, e l'unico a conoscere la verità sul clamoroso incidente di gara che aveva stroncato la carriera del campione. Sì, l'uomo più veloce della terra aveva un segreto inconfessabile. E adesso che Orfeo è morto, Biagio ha una cosa da fare. Deve andare al circo.

Lettura piacevole,senza infamia senza lode,descritta bene la vita di Provincia sul finire degli anni 70',sembra di vederli...il gregario ed il campione.