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Libri recensiti su forumlibri di questo autore:

Mostra risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: Fitzgerald, Francis Scott - L'età del jazz

  1. #1
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    Predefinito Fitzgerald, Francis Scott - L'età del jazz

    E' un autore che si identifica con quel periodo tra le due guerre, tra gli Stati Uniti e Parigi, tra trasgressione e follia, finzione e realtà.
    Bellissimi molti dei suoi libri, un romanzo la sua vita.
    Questi sono quelli che ho letto
    - Il grande Gatsby
    - Tenera è la notte
    - Di qua dal Paradiso
    - Gli ultimi fuochi
    Ultima modifica di zaratia; 05-01-2008 alle 02:46 PM.

  2. #2
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    Io ho letto solo il grande Gatsby, e non ho visto il film. Mi ha colpito per le atmosfere, le feste, l'estate, la notte, le tende che si gonfiano per la brezza... E' un libro dove il jazz si respira a ogni pagina. il modo di raccontare però mi è sembrato un po' pesante, troppo ripiegato su se stesso, e per questo alla fine non ne ho letti altri.

  3. #3
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    Mi ha colpito per le atmosfere, le feste, l'estate, la notte, le tende che si gonfiano per la brezza... E' un libro dove il jazz si respira a ogni pagina.
    Sottoscrivo in pieno. Bel libro, di un estetizzante decadentismo.

  4. #4

    Predefinito

    Salve a tutti sono nuovo su questo forum ma ho avuto sempre una passione per l'età del jazz ed ora sto facendo la tesi su fitzgerald,volevo sapere se qualcuno di voi ha una recensione del libro the last tycoon e del materiale a riguardo, se sa dove poterlo reperire perchè su internet non si trova e neanche nelle librerie ed i tempi di ordinazione sono lunghi...io abito a roma.
    Grazie a tutti in anticipo.

  5. #5
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    Qualcuno può darmi un parere su "tenera è la notte"? Ho iniziato a leggerlo, sono poco dopo pagina 100 su 265, ma non sono troppo invogliato ad andare avanti, avendo anche già letto "il Grande Gatsby" e "Racconti dell' età del Jazz".. In caso di pareri negativi lo lascio là e mi dedico a Sepulveda, c'è "Patagonia express" sul comodino che mi guarda con fare incalzante e aspetta solo di essere letto...

  6. #6
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    Citazione Originariamente scritto da Giammarco Vedi messaggio
    Qualcuno può darmi un parere su "tenera è la notte"? Ho iniziato a leggerlo, sono poco dopo pagina 100 su 265, ma non sono troppo invogliato ad andare avanti, avendo anche già letto "il Grande Gatsby" e "Racconti dell' età del Jazz".. In caso di pareri negativi lo lascio là e mi dedico a Sepulveda, c'è "Patagonia express" sul comodino che mi guarda con fare incalzante e aspetta solo di essere letto...
    E' strano, contrariamente alla grande maggioranza dei lettori di Fitzgerald ho apprezzato maggiormante "tenera è la notte" rispetto al "Grande Gatsby".
    Molto probabilmente perchè l'ho letto in età giovanile. Forse lo riprenderò per vedere se mi fa il medesimo effetto.......

  7. #7

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    Io ho letto solamente Il Grande Gatsby, e devo dire che mi è piaciuto molto. Certo è che un libriccino così scivola via in fretta, e per quanto bello, è finito subito.
    Credo leggerò altro di Fitzgerald, perché sono state proprio le atmosfere, malinconiche nonostante lo sfarzo, a colpirmi, anche se non so da dove cominciare

  8. #8
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    Ho letto solo Il grande Gatsby. E' un libro molto carino, anzi, potrebbe essere un grande libro, ma è come se mancasse qualcosa... non saprei definire che cosa, ma buh
    Ricordo però che mi era piaciuta tantissimo la scrittura Fitzgerald, infatti voglio leggere Tenera è la notte

  9. #9
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    Resuscito questo thread consigliando che chi vuole avvicinarsi a F.S. Fitzgerald, a mio parere dovrebbe incominciare con "Di qua dal Paradiso".
    Nessuno prima di Fitzgerald descrisse i giovani come stavano cambiando e quel romanzo diventò il manifesto di quella che poi fu chiamata la generazione perduta. Fitzgerald spinse i giovani alla spensieratezza e alla voglia di genuinità. Portò all'entusiasmo e al disincanto i giovani che prima erano inquieti e delusi del mondo.

    Con "Di qua dal Paradiso" si iniziò a parlare dell'età del jazz. Fitzgerald descrisse senza girarci intorno a tutti i genitori americani che le loro figliole così perbene avevano partecipato a decine di feste dove avevano amoreggiato ogni volta con un ragazzo diverso, scrisse le loro conversazioni e gli inconcepibili discorsi fuori della norma per eccezionalità che tenevano con i loro coetanei. Infatti quando finalmente Scribner accettò di pubblicare il libro, finalmente Fitzgerald ebbe tutti i giovani dalla sua parte (perché parlava il loro stesso linguaggio) e si inimicò tutti i genitori d'america i quali rimasero letteralmente esterrefatti e increduli di essersi accorti troppo tardi che i loro figlioli, appartenenti alla buona società, già da tempo ormai dopo aver ballato abbracciati stretti al compagno/a di turno facevano una pausa solo per trincare liquore clandestino dalle fiaschette tenute nelle tasche interne delle giacche o per uscire ed appartarsi intimamente o per fare un "giro in macchina".
    Per chi volesse approfondire l'argomento, Fernanda Pivano, americanista esperta, racconta tutto questo nella prefazione dell'edizione Medusa del romanzo.

    Ad ogni modo l'importanza, già dai primi lavori, che ha avuto Fitzgerald nella letteratura americana e mondiale sta proprio nel fatto che con lui la generazione perduta, la cosidetta "Lost Generation", sconvolse talmente tanto l'opinione pubblica che stampa, chiese di ogni credo, circoli e organizzazioni varie si scagliarono contro quella sconcezza accusandolo di essere un impostore e cercando di screditarlo in ogni modo.
    I genitori tentavano, ormai invano, di istruire le loro figlie sostenendo che solo coloro che appartenevano a classi sociali basse si facevano baciare prima di fidanzarsi.

    Dopo che i giovani (ribelli) uscirono alla ribalta, ormai l'America già faceva uscire giornali, periodici, opuscoli e riviste con storie e rubriche che raccontavano di avventure amorose, per l'epoca più o meno spinte... e Fitzgerald diventò l'eroe di quella generazione che produsse alcuni tra i più importanti scrittori che noi tutti amiamo: Dos Passos, Hemingway etc.

    PS: Per chi non lo sapesse, fu Fitzgerald che suggerì a Max Perkins della Scribner un giovane che aveva appena scritto un nuovo romanzo infarcito di parole scurrili, pieno di oscenità dal titolo "E il sole sorge ancora". Perkins convinse Hemingway a limarne il linguaggio e a ripulirlo dalle parolacce e, sebbene il romanzo disgustò molti lettori, divenne un bestseller.

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