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Todo Modo

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Discussione: Sciascia, Leonardo - Todo Modo

  1. #1
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    Predefinito Sciascia, Leonardo - Todo Modo

    Un noto pittore, di cui per tutto il romanzo non viene fatto mai il nome, durante un giro in macchina giunge ad un vecchio ermo ormai trasformato in albergo. L'albergo, di proprietà della Chiesa, è gestito da Don Gaetano, uomo estremamente colto, ma anche abilissimo diplomatico e politico. All'albergo giungono importanti uomini politici e d'affari per una settimana di " esercizi spirituali ",il pittore decide di fermarsi per assistere a questi esercizi, ma soprattutto per osservare da vicino gli intrighi, le alleanze segrete che tra questi uomini si vengono a creare. Improvvisamente due omicidi scuotono l'ambiente e lo stesso pittore, insieme all'ex compagno di scuola, ormai procuratore, Scalambri si troverà ad indagare.
    Sciascia utilizza una trama gialla delle più classiche per un analisi spietata della politica italiana, dei suoi legami con finanza e Chiesa.
    Don Gaetano è il simbolo di questo ambiente, nelle sue discussioni con il pittore insegna che ogni mezzo è lecito, come citava Ignazio di Loyola in una sua preghiera " Todo Modo " viene abilmente manipolato.
    E' un romanzo che alla fine non dà la soluzione delll'enigma, la verità vuole essere evitata e nascosta , diventa vittima del potere a cui tutti se inutili sono sacrificabili, un finale quindi particolarmente cupo e angosciante , ma, purtroppo, estremamente reale

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  • #2
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    Sciascia fa un'analisi lucida e spietata della società...di ieri, di oggi, di domani...
    Bravissimo come sempre a cogliere nel segno, anche se questo romanzo, come hai detto tu, è uno tra i più cupi e seriosi della sua produzione.

  • #3
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    Citazione Originariamente scritto da isola74 Vedi messaggio
    Sciascia fa un'analisi lucida e spietata della società...di ieri, di oggi, di domani...
    Bravissimo come sempre a cogliere nel segno, anche se questo romanzo, come hai detto tu, è uno tra i più cupi e seriosi della sua produzione.

    E ancora non hai visto il film.... (CAPOLAVORO)

  • #4
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    Sciascia è uno di quei narratori "giganti" della nostra letteratura; magari 121 pagine sono un po' pochine, avrei preferito che il libro fosse più lento, avrei voluti rifletterci un po' più a lungo e magari merita una rilettura, perché non è per niente un'opera semplice e mi trovo, in sincerità, un po' in difficoltà a esprimere un parere. Concordo con chi lo trova molto cupo, la verità sembra quasi evidente, vicina a essere svelata, sembra quasi che il nome stia per uscire e sono in scena tutti i possibili responsabili. Eppure la verità non viene detta, la verità viene nascosta anche quando è evidente ed è una parabola quanto mai attuale a rileggere questo libro a trentanove anni di distanza.
    Dopo anni credo rileggerò Il giorno della civetta, lo lessi forse a sedici anni e ora, sinceramente, non ricordo quasi nulla. Sciascia è un autore che voglio rileggere e riscoprire.

  • #5
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    Lascio un commento ultra-breve per dovere verso la Sfida, perchè uno come si deve necessiterebbe una seconda lettura...

    Mi ha colpito, mi è piaciuto... e mi rendo conto di non averlo compreso fino in fondo. E questo va tutto riconosciuto come merito a questo autore capace di dire così tanto, di raggiungere una tale profondità in così poche pagine... A fine lettura mi sono sentita un po' stordita, con la voglia di ricominciare daccapo per cogliere quello che mi è sfuggito. Non lo farò subito, ma è certo che lo farò. Bello, molto bello.

  • #6
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    Un' evidente critica al potere politico e religioso, strettamente collegati soprattutto in quegli anni, ricca di ironia e di tanta amarezza. Un libro intelligente e molto colto, nei discorsi tra i protagonisti si succedono riferimenti storici, citazioni letterarie, religiose, riferimenti a opere d'arte, che sarebbe stato bello poter approfondire ma che comunque tengono alto l'interesse durante la lettura.
    Un giallo dal finale aperto perché il colpevole potrebbe essere chiunque tra i presenti, non è importante dargli un nome e cognome, tutti si somigliano, figli ma anche padri di una commistione di potere, soldi, conoscenze, favori, corruzione che tanto bene purtroppo conosciamo dal passato e dal presente italiani, per questo tanta amarezza.
    Tanta ironia anche, una su tutte voglio citare la scena secondo me geniale della recita del rosario, unica.
    In sintesi, consigliatissimo.

  • #7
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    Un libro piuttosto difficile, certamente, per essere compreso appieno, da rileggere più volte, ricco di riferimenti colti e conversazioni elevate, soprattutto tra il pittore protagonista e Don Gaetano, simbolo dell'ambiguità del potere e della chiesa stessa. Allo stesso tempo lo svolgersi delle vicende è scorrevole e scritto con stile ironico, alla dura critica sociale si affianca un giallo che alla fine mi ha lasciato perplessa e confusa, comunque si interpreti il finale. Non sono del tutto certa che sia così aperto, ho trovato diverse interpretazioni leggendo qua e là, ma non posso svelare di più.
    Certamente un "signor" libro, di elevato valore, a tratti geniale.

  • #8
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    E' un giallo filosofico che parla di politica, religione, arte, relazioni umane, tutto questo condensato in poco più di 100 pagine con una capacità di sintesi rara e assolutamente lodevole. Certo il narratore non ti rende la vita facile proprio perché la vita non è facile leggerla, interpretarla, conoscerla, è più facile viverla o morirne. L'ambiguità, la sfaccettatura, le interpretazioni, la soggettività, la complessità, la relatività, qui ci sono tutte ma perché la verità non è una sola, ci sono tante verità e anche se la puoi intuire non la puoi afferrare. Sciascia è maestro nel raccontarci tutto quello che non è raccontabile, tutto quello che non è visibile, e se è visibile lo è talmente per un attimo che anche se siamo testimoni non riusciamo a trattenere neanche un barlume di verità. La cosa che forse inquieta di più è che non solo non riusciamo a leggere la realtà singolarmente ma non riusciamo a farlo neanche se siamo in gruppo, se siamo più di uno, neanche se siamo in tanti, neanche se siamo lì davanti, testimoni diretti, neanche se siamo chiamati per professione o per talento a doverlo fare. Todo modo.

  • #9
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    Un libro non facile: più volte durante la lettura, arrivata alla fine di una pagina, l'ho dovuta rileggere da capo con la sensazione di non averla compresa fino in fondo. E una volta terminata l'ultima pagina ho avuto la stessa sensazione in merito all'intero libro: la consapevolezza di avere letto qualcosa che mi ha dato molto, ma senza sapere spiegare bene "cosa". Direi che sicuramente merita una seconda lettura, magari fra qualche mese, a freddo.
    Sciascia ci racconta una storia ai limiti del surreale ma allo stesso tempo estremamente attuale, e di un'attualità fatta di mille sfaccettature che va al di là delle epoche storiche ritrovandosi a suo modo in ciascuna di esse. E' un racconto sarcastico, pungente e ironico; la storia di relazioni che ufficialmente non esistono e di verità che non possono essere ammesse. E' una storia di ambiguità: "Ecco che lei torna alle parola che dividono: migliore, peggiore; giusto, ingiusto; bianco, nero. E tutto invece non è che una caduta, una lunga caduta: come nei sogni...".
    Un libro molto bello, da scoprire e riscoprire.

  • #10
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    E' questo per me il primo libro di Sciascia che leggo, non so se la scelta sia stata giusta dal punto di vista della sua produzione, ma personalmente la ritengo azzeccata perché mi ha fatto venire voglia di proseguire in futuro.
    Non sono amante dei gialli quindi il finale l'ho gradito, mi sono piaciute molto le riflessioni filosofiche anche se ho trovato qualche riferimento troppo specifico all'arte pittorica di cui io non sono molto esperta.
    Sono (siamo) tutti colpevoli, non serve sapere un nome in particolare quando il malcostume è così dilagante, lo era allora (anni 70) e lo è ancora di più oggi, anche se ormai forse non ce ne meravigliamo e ne siamo assuefatti. Dietro la parvenza di spiritualità c'è il marcio tra la gente che comanda (sia nel potere politico che in quello religioso) e che solo di facciata può apparire innocente.

    Mi limito a due sole citazioni stavolta:
    Eppure... La verità è che tante cose in noi, che crediamo morte, stanno come in una valle del sonno: non amena, non ariostesca. E sul loro sonno la ragione deve sempre vigilare. O magari, a prova, qualche volta svegliarle e lasciare che da quella valle escano: ma perché se ne tornino giù mortificate e impotenti... Ma se la prova non riesce? Ecco il punto. Al quale, per la verità, non mi ero mai trovato: poiché tutto, dentro di me e intorno a me, era ormai da anni finzione. Non vivevo che ingannandomi, e facendomi ingannare. Soltanto le cose che si pagano sono vere, che si pagano a prezzo di intelligenza e di dolore.

    Credo che il laicismo, quello per cui vi dite laici, non sia che il rovescio di un eccesso di rispetto per la Chiesa, per noi preti. Applicate alla Chiesa, a noi, una specie di aspirazione perfezionistica: ma standone comodamente fuori. Noi non possiamo rispondervi che invitandovi a venir dentro e a provare, con noi, ad essere imperfetti...

  • #11
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    Amo Sciascia, ho letto tutta la sua opera, e a distanza di almeno 20 anni ho riletto Todo Modo, uno dei libri più "seri" della produzione.
    Confermo le stesse sensazioni di allora, e non è cosa facile avendo io circa 20 anni in più
    E' un libro di una modernità sconvolgente, anche oggi, sembra inconcluso ma in quelle poche pagine si dice tutto quello che serve.....

  • #12
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    Dovrei rileggerlo, ricordo di non averlo capito
    Chissà se ci riuscirei ora?


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