Olimpiadi 2012, Londra. Per la terza volta i Giochi si terranno nella capitale inglese, unica città nella storia a vantare questo primato. E chi meglio di Antonio Caprarica, storico corrispondente Rai dalla capitale britannica, ci può raccontare passato, presente e futuro delle Olimpiadi londinesi? Nel suo "Oro, argento e birra - Le Olimpiadi di Londra. I Giochi di ieri e di oggi nel Paese che ha inventato lo sport" (Sperling & Kupfer Rai Eri, 17,50 euro) si parte dagli albori della prima edizione, nel 1908: la prima Olimpiadi che si possa definire moderna, nonostante i mutandoni al ginocchio per gli atleti della corsa, le aste in bambù per i saltatori in alto e il tiro alla fune ancora disciplina olimpica. Sono i Giochi di Dorando Pietri, il "piccolo italiano di Carpi" la cui immagine, epica, mentre taglia il traguardo della maratona (per la prima volta lunga 42,195 chilometri, distanza poi divenuta regolamentare) sorretto dai giudici di gara perchè stremato dallo sforzo, passerà alla storia: verrà squalificato, ma sarà suo il nome che farà il giro del mondo, non quello del vero vincitore. Sono i Giochi della bandiera americana che non s'inchina di fronte alle autorità locali, a emblema della rivalità con il Paese ospite, gesto che diventerà tradizioni negli anni a venire. E sono i Giochi della Frase con la F maiuscola: "i Giochi in sé sono più importanti della competizione e del premio", meglio nota come "l'importante non è vincere ma partecipare". Passeranno quarant'anni anni e due guerre mondiali prima che le Olimpiadi tornino a Londra. È il 1948 e la capitale, profondamente ferita dall'ultimo conflitto, torna a risollevarsi per ospitare i Giochi: c'è un disperato bisogno di valuta estera perché il Regno Unito è vicino alla bancarotta. Poco importa se gli atleti di casa faticano a mangiare adeguatamente e se gli ospiti, provenienti ormai da tutto il mondo, dovranno portarsi asciugamani e vivande da casa. Sono le Olimpiadi dei primi atleti di colore, della lanciatrice del disco italiana Edera Cordiale Gentile, della "locomotiva umana" cecoslovacca Emil Zátopek, oro nei 10.000 metri e argento per un soffio nei 5.000. Sono soprattutto le Olimpiadi della tecnologia (le prime con il fotofinish) e della TV: cinque ore di diretta quotidiana, tutti gli altri programmi del palinsesto in atto furono cancellati, una vera rivoluzione mediatica nell'epoca della radio. E le Olimpiadi che partiranno fra meno di un mese, come saranno? Caprarica, pieno del suo English humour, ci anticipa quello che vedremo dal 27 luglio al 12 agosto prossimi: il meglio dell'Internet Technology (wi-fi gratuito che si appoggia agli antichi lampioni vittoriani e alle fermate dell'autobus, mix in perfetto stile inglese fra tradizione e innovazione), il primato dei biglietti più cari (ma gratuiti per i veterani... Peccato che ne siano rimasti solo un centinaio!), strutture sportive avveniristiche ed eco sostenibili, centri commerciali colossali. Ci sarà posto, ovviamente, anche per lo sport. All'insegna, si spera, di un prodotto al 100% inglese: il fair play.