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La passeggiata

Mostra risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: Walser, Robert - La passeggiata

  1. #1

    Predefinito Walser, Robert - La passeggiata

    L'io narrante (presumibilmente lo stesso Walser) si sveglia una mattina e decide di andare a passeggio. Questa la trama.
    Incredibile pensare com la potenza della scrittura possa trasformare questa effettiva “inconsistenza” in pagine di pura poesia!

    Il racconto di una passeggiata in pieno giorno che ha in sé paradossalmente qualcosa di onirico, di fiabesco. Tutto è giocato su un'ironia sottilissima, condotta con grande maestria dalla prima all'ultima pagina.
    Sembra che l'autore stia facendo un semplice resoconto del suo giro e invece ci accorgiamo subito che il vero intento di Walser è di giocare col lettore: lui è uno scrittore, evidentemente ha già fatto la sua passeggiata, ce la sta riportando e quindi sa già in anticipo (rispetto all'andamento del racconto) il succedersi degli eventi. Nonostante questo si diverte a presentarceli come se li stesse vivendo al momento, in presa diretta, e questo continuo gioco di rimandi, questo mescolarsi di impressionismo e di filtro letterario è ciò che rende il racconto così particolare, quasi surreale.
    Se aggiungiamo il fatto che la maggior parte degli incontri e dei dialoghi sono a dir poco improbabili (è difficile spiagera il perchè, lo si capisce solo leggendo), ci rendiamo conto che l'operazione condotta dall'autore è molto più sofisticata di quello che non sembri.

    Una piccola perla. Da non perdere.

  2. #2
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    La Passeggiata è un racconto veramente sorprendente di Robert Walser, lungo nemmeno 100 pagine, in cui l’autore ci fa immergere in un mondo magico e incantato, quello della sua mente solitaria. All’inizio pare di assistere ad un semplice elenco di ciò che il protagonista incontra durante il suo cammino, ma poi si rimane estasiati dallo stile usato e dalle immagini vive che lo scrittore riesce a creare, dalla sua sottile ironia e dal suo grido disperato e allo stesso tempo gioioso e malinconico, quello di una persona che tenta di trovare il suo posto nel mondo, cercando di trarre l'essenza di tutto ciò che lo circonda, con una incredibile sensibilità, che lo vede però sempre e solo come consapevole spettatore esterno, un escluso. La bellezza delle cose, delle persone e luoghi in cui si imbatte durante la passeggiata sono per lui fonte di incanto continuo, sembra che il protagonista scopra tutto ciò che lo circonda come se lo vedesse per la prima volta, in un’allegoria della vita veramente efficace, in cui non mancano i momenti meno entusiasmanti delle difficoltà di tutti i giorni. Si passa da attimi di vero entusiasmo ed euforia ad altri depressivi, e seguendo l’armonia del linguaggio ricercato si arriva fino al calare della sera e al finale che ho trovato davvero commovente nella sua semplicità. Due articoli per approfondire le tematiche e la vita di questo scrittore (il secondo è veramente splendido). Credo che cercherò di leggere ancora molti dei suoi libri…

  3. #3
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    Complimenti Bacci, che bella rece! anche a me piace molto Walser e devo dire che tu hai espresso benissimo il senso di stupore e di amore per la vita che l'autore è riuscito a infondere nelle poche pagine di questo libro! Si sente che il protagonista vive ogni incontro, ogni dettaglio, come qualcosa di unico e speciale, e questa sua estrema sensibilità è davvero coinvolgente...
    Grazie anche dei link, li leggerò al più presto!!!

  4. #4
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    Complimenti Bacci!!!! Penso non si possano descrivere meglio le sensazioni che il lettore prova a leggere questo lungo racconto. Lo stupore, la semplicità, la meraviglia che l'autore sembra provare per tutto ciò che incontra, sia persone che paesaggi, durante la passeggiata, le cose piacevoli e anche meno piacevoli descritte comunque con uno stile sobrio, leggero e , mi sembra, anche un po' ironico, fa pensare a un adolescente a cui il mondo sorride e che si appresta ad affrontare una bella giornata di sole con tutte le sue speranze intatte sul meraviglioso futuro che lo attende. Poi ci sono le ultime pagine, i rimpianti per qualche occasione di felicità lasciata fuggire e le delusioni della vita reale di tutti i giorni e questo epilogo "Ho raccolto fiori solo per deporli sulla mia infelicità ? " mi domandai, e il mazzolino mi cadde di mano. Mi ero alzato per ritornare a casa: era già tardi e tutto si era fatto buio.
    (penso sia il più bel epilogo che io ricordi.)

  5. #5
    giovaneholden
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    Cosa dire di questo ineffabile classico sul vagabondare che prende le mosse da un'ampia casistica che a cavallo tra settecento e ottocento ha pervaso profondamente la letteratura tedesca che non sia già stato detto? innanzitutto la lievita' del racconto,dove Walser con pochi ma efficaci appunti ci schizza come in un acquarello gli incontri,trasfigurati dalla sua fantasia,di una semplice passeggiata vicino casa,acuendo i nostri sensi abituandoci ad osservare la vita che ci sta intorno,molto più ricca di quanto possa sembrare ad uno sguardo superficiale.Di seguito la profondità del suo pensiero a cui si lega la leggerezza di sopra,come insegna nel suo purtroppo incompiuto capolavoro Italo Calvino nelle Lezioni americane. Anche la brillante ironia presente in tutto il racconto va di pari passo con le precedenti notazioni. Curioso e significativo che lo scrittore ci abbia lasciato non tornando più da una passeggiata.

  6. #6
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    E' il primo romanzo che leggo di questo autore, o forse è meglio dire racconto... non ne conoscevo nemmeno l'esistenza e ho iniziato a leggerlo con molta curiosità!
    L'ho trovato molto poetico, ironico, sensibile e giocoso! L'argomento non è affatto banale, anzi, l'argomento passeggiata giornaliera sarebbe da approfondire... potremmo scrivere tutti un racconto su cosa ci potrebbe capitare nel vagabondare per il proprio paese in una normalissima giornata lavorativa (certo ovviamente bisognerebbe prendersi un giorno di ferie e fare finta di non avere altri impegni o preoccupazioni, però sarebbe molto interessante!!)
    L'unica cosa che mi ha infastidito è il frequente cambio di tempo verbale con la conseguente frequente non concordanza... ma lo stile in generale mi è piaciuto moltissimo!!

  7. #7
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    Ehm, forse è meglio che non scriva nulla di ciò che ho pensato durante la lettura di questo libretto.
    Diciamo che le mie opinioni non sono esattamente in linea con le vostre

  8. #8
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    Dpo così tante recensioni ben fatte,mi rimane davvero poco da dire .La prima cosa è che,essendo la prima opera di questo autore che abbia letto,mi ha piacevolmente sorpresa.Uno stile particolare,salti di tempo continui,un passare dalla realtà alla fantasia dei suoi pensieri,un giocare con il lettore,chiamandolo spesso in causa per coinvolgerlo in quel suo mondo trasognato.E' capace con quelle sue descrizioni così particolareggiate di evocare immagini e suggestioni fantastiche rivelando il lato più profondo della mente umana.Un inno alla leggerezza,alla bellezza,all'arte.Un mondo per me tutto nuovo che non mancherò di approfondire.

  9. #9
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    Mi dispiace, è il primo racconto che leggo di questo autore e francamente 99 pagine mi sono sembrate 999...terribilmente noioso.

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