Confesso di aver avuto un po’ di diffidenza quando un amico di famiglia mi ha consigliato di leggere questo libro, Abelis, un “fantasy metafisico” scritto da Mauro Leonardi, un sacerdote che sul suo sito ufficiale dice di sé di essere stato ordinato da Giovanni Paolo II, di aver vissuto un’infanzia felice a Como e di avere una passione per la scrittura (del resto Abelis è il suo quarto libro). Pensavo di trovare continui riferimenti alla fede, alla Chiesa, a Dio e alla salvezza. E invece ho letto una storia che parla di uomini, di donne, di padri, di madri, di amore, di coraggio, di cavalieri e perfino di draghi!

Riassumere la storia di Abelis è tutt’altro che semplice: in un mondo immaginario (ma nemmeno tanto!), un crudele (o forse solo stolto) regnante pro-tempore ha creato una netta divisione tra gli uomini in carne e ossa e i cavalieri, che al posto della pelle hanno una corazza e il cui unico compito è quello di difendere il regno di Arileva dagli immensi draghi che di tanto in tanto arrivavano a fare razzia nelle città del regno. Fra questi cavalieri c’è Blennenort, una volta re di Arileva, ora anima in pena che non ricorda più nulla della sua vita precedente, né la sua amata Lutet né il loro piccolo figlio Abelis.

Ma quando Abelis arriva alle porte del regno pronto a diventare il più giovane cavaliere mai investito, tutto cambierà nel regno di Arileva: Blennenort ricorderà le sue origini e la vita prima della trasformazione in cavaliere e Lutet, a lungo vissuta lontana dal regno, riuscirà a sconfiggere negli uomini la paura dei draghi, liberando l’umanità dalla schiavitù più pericolosa che ci sia: quella della paura.

Scritto con uno stile impetuoso, veloce e potente ma allo stesso tempo estremamente raffinato, Abelis è un romanzo che si legge d’un fiato in un pomeriggio, ma che va fatto decantare come un buon vino. Dopo averlo letto affiorano tanti pensieri e s’iniziano a cogliere le metafore, i cenni e gli spunti di riflessione di cui Abelis è ricco.

Da un sacerdote mi sarei aspettato ben altro tipo di romanzo, e invece Abelis è un libro incredibilmente laico. Un libro che consiglio a tutti, specialmente in un periodo, come l’estate, in cui si ha tempo per leggere. E per riflettere.