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Solar

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Discussione: McEwan, Ian - Solar

  1. #1
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    Predefinito McEwan, Ian - Solar

    Michael Beard è un premio Nobel che ha dato il nome ad una fondamentale legge della fisica, ma poi ha sprecato la sua vita correndo dietro alle donne sbagliate e distruggendo ben cinque matrimoni; anche gli anni dei successi professionali sono ormai lontani. Ora guarda impotente la sua ultima moglie sbarazzarsi di lui, stanca dei continui tradimenti. Nel frattempo collabora con il Centro per le energie rinnovabili, convinto che si tratti giusto di sostenere con l’autorevolezza del suo nome un progetto a cui non crede davvero. Quando conosce Aldous, un giovane ricercatore con idee rivoluzionarie sull’energia solare, non ne capisce la portata; solo quando Aldous muore accidentalmente sul tappeto del suo soggiorno durante una discussione avente per oggetto la relazione tra il giovane e la moglie di Michael, questo decide che è il momento di cambiare vita, Comincia così una nuova carriera, intraprendendo una personale battaglia per salvare la terra dal riscaldamento globale attraverso un nuovo tipo di energia pulita alimentata dal sole, in gran parte ripresa dagli appunti di Aldous. Ma quando si accinge a celebrare il proprio successo davanti al mondo, inaugurando la più grande stazione solare nel caldo del New Mexico, improvvisamente la sua vita torna ad essere una catastrofe: inseguito da amanti, figli, amanti dell’ex-moglie, avvocati e creditori, la sua fragilità torna a farsi vedere.
    E’ un romanzo amaramente ironico sulla natura umana e sulle nostre battaglie contro le personali debolezze, davvero gradevole e a tratti addirittura esilarante.

  2. #2
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    lo metto in lista, mi ispira.
    grazie

  3. #3
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    Predefinito

    L'ho letto subito dopo aver divorato ed adorato "espiazione" e devo dire che questo l'ho quasi odiato.
    Lasciamo stare il fatto che il protagonista fosse per me di un antipatia assurda, ammettiamo pure che questo fosse l'intento dello scrittore, ma credo sia la prima volta che leggendo un libro mi ritrovo a pensare "magari l'autore ad un certo punto lo fa morire...".
    Non voglio criticare la trama, non lo faccio mai, di solito decido se mi piace o meno a prescindere dalla storia narrata, perché la storia è libera di esistere, puoi condividere o meno le scelte dei personaggi, come nella vita lo fai con le persone che hai attorno, ma non puoi criticare. In questo caso, però, non ho capito il personaggio, non ne condivido le scelte, i comportamenti, lo odiavo... ma almeno speravo mi venisse dimostrato un po' il suo pensiero, invece ti viene fornito così: puro e senza istruzioni, assurdo egoista e inutile, senza riuscire ad entrare nemmeno per un attimo nella sua testa. (o almeno non per me!)
    Mi piace lo stile dell'autore... solo che in questo libro le ripetizioni di certi concetti mi hanno annoiata e in alcuni punti secondo me mancavano delle dovute analisi introspettive.
    Credo che l'autore volesse rappresentare attraverso il protagonista, una società cinica e senza scrupoli priva di sentimento ed egoista (io non l'ho visto fragile, ma indolente, apatico e freddo)
    Forse io sono priva di humor inglese, ma non ho riso molto e l'ironia non mi ha colpita parecchio, è stato un libro scomodo, che ho finito a fatica...
    Con me l'autore non ha centrato il bersaglio.

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