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Discussione: Cioran, Emile

  1. #1

    Predefinito Cioran, Emile

    Pochi possono capire Cioran. Questo avviene non perchè egli abbia uno stile inaccessibile o utilizzi un lessico specifico, ma semplicemente perchè solo chi soffre d'insonnia potrà comprendere la sua disperazione, inquetudine, la sua riflessione sulla morte e la sua autoironia.
    Io purtroppo faccio parte di questa categoria e posso comprenderlo pienamente. I temi che affronta sono di carattere esistenziale, e la maggioranza del suo insegnamento è affidato a distruttivi e pessimistici aforismi... i suoi riferimenti culturali sono Schopenauer, Nietzsche, Leopardi, Celan.
    Il suo pessimismo è talmente forte che non è paragonabile agli autori pur pessimisti più diffusi in Italia, solamente ne "Diario dell'Inquetudine" di Pessoa si arrivano a tali livelli; occasionalmente Cioran si definirà uno "scettico disperato".

    Il terrore di fronte all'avvenire si innesta sempre sul desiderio di provare quel terrore [....] Nascita e catena sono sinonimi [....] Non nascere è indubbiamente la migliore formula. Non è purtroppo alla portata di nessuno.

  2. #2
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    Grazie Dallolio,per aver aperto questo thread su Cioran.
    Purtroppo, ho letto solo: "Al culmine della disperazione" e "L'inconveniente di essere nati". Trovo che i suoi libri,non siano di facile presa,ma non per uno stile
    complesso,ma perchè ti inducono ad una continua riflessione.In una totale assenza di ottimismo,leggendo Cioran,è quasi impossibile non fermarsi e chiedersi
    il perchè di mille cose.Spero di rimediare,e di poter leggere ancora Cioran. "L'inconveniente di essere nati" è una serie di aforismi,su come rimediare appunto,
    alla propia nascita:mi è piaciuto moltissimo,è un libro per me indispensabile."Al culmine della disperazione",..ti fa un pò disperare,perchè ogni pagina è
    impregnata di un pessimismo autodistruttivo.Ma apprezzerò sempre,questo grande autore.
    Per una prossima lettura,tu cosa mi consigli?

  3. #3

    Predefinito

    Ti consiglio di leggere alcuni brani, anche casualmente, senza fretta e senza desiderio di concludere il libro de I quaderni, che sono una serie di riflessioni amare sull'esistenza. E' un testo interessante perchè permette di vedere un altro aspetto di Cioran, e cioè la sua ironia e la sua visione grottesca delle cose; a volte Cioran è talmente ironico e autoironico che viene spontaneo chiedersi se non prenda in giro il lettore in tutte le sue opere.
    I quaderni sono in edizione Adelfi, visto il prezzo proibitivo (45 euro) io l'ho letto alla Feltrinelli a puntate

  4. #4
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    Cioran è un autore molto affascinante e complesso, dalle molte sfaccettature. Ricondurlo alla sola filosofia o al nichilismo è a mio avviso sbagliato, in quanto il suo stile è decisamente poco sistematico e molto poetico a tratti, parla molto per immagini.
    E' un'autore spesso definito crudele, ma a mio avviso invece questo è solo un lato della medaglia, è anche un uomo ricco d'umanità e compassione, unita però a un cinismo e una passione virulenta molto forti, dagli esiti distruttivi. Io lo definirei un distruttore per la delusione dell'impermanenza di ogni cosa costruita.
    Per approcciarlo consiglio il libro di conversazioni, un apolide metafisico, che spiega bene il suo pensiero e sopratutto mostra anche il lato umano.
    Per me è un autore importante perchè ha preso una posizione spesso trascurata, quella del negativo, che pochi affrontano ma è importante comprendere per avere una visione della vita davvero piena e autentica.

    Tuttavia dopo questi elogi ho anche molte critiche da porgli: il suo pensiero non è esente da errori e fraintendimenti, anche gravi, su tutti l'interpretazione del buddhismo profondamente errata (cioè nirvana = nulla, mentre il nirvana è il superamento dei dualismi, quindi anche del nulla, che è un'ulteriore separazione e concettualizzazione: subhata subhata dicevano i maestri buddhisti, vuota vuotezza).
    Anche la base di partenza giovanile, Nietzsche, è parzialmente distorta, in quanto ritorna ossessivo il concetto della corrosione: il pensiero come corrosione e frammentazione, il tempo come costante erosione e così via mentre Nietzsche nel caos primordiale non trova una corrosione, in quanto l'unità dell'individuo, nel suo pensiero, è una sorta di proprietà emergente delle sue varie sfaccettature, come si ravvisa nella volontà di potenza quando dice che la volontà stessa altro non è che l'accordo in un'unica direzione delle forze fondamentali e originariamente contrastanti dell'individuo.

    In definitivo l'opera di Cioran è come il suo autore, ambivalente, in un certo senso mosta il bene e il male del suo pensiero, la lucidità ma anche la sterilità; il distacco ma anche la sofferenza e via discorrendo. Come tutti i grandi nichilisti, vede molto avanti ma si inciampa verso la fine.

    Fra le curiosità, è molto interessante poi come in tarda età Cioran sia caduto in una passione bruciante per una donna molto più giovane di lui (lui aveva 60-70 anni, lei una trentina scarsa) che però ha messo al tappeto il filosofo rumeno.

  5. #5
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    Lo amo da 25 anni.....ho tutte le sue opere edite in italiano sia per grandi che per editori minori.Che altri libri che parlano della sua opera e persona.
    Ricordo come mi sembrava provocatorio e brillante e felicemente distruttivo quando lo scoprii'.
    Un diamante, un diamante nero.
    Son molti anni che pero' non lo riprendo in mano. E' li, so che c'è.
    Che splendido autore. Mi diverti' moltissimo.

    V.A.

  6. #6
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    Citazione Originariamente scritto da Dallolio Vedi messaggio
    Pochi possono capire Cioran. Questo avviene non perchè egli abbia uno stile inaccessibile o utilizzi un lessico specifico, ma semplicemente perchè solo chi soffre d'insonnia potrà comprendere la sua disperazione, inquetudine, la sua riflessione sulla morte e la sua autoironia.
    Io purtroppo faccio parte di questa categoria e posso comprenderlo pienamente. I temi che affronta sono di carattere esistenziale, e la maggioranza del suo insegnamento è affidato a distruttivi e pessimistici aforismi... i suoi riferimenti culturali sono Schopenauer, Nietzsche, Leopardi, Celan.
    Il suo pessimismo è talmente forte che non è paragonabile agli autori pur pessimisti più diffusi in Italia, solamente ne "Diario dell'Inquetudine" di Pessoa si arrivano a tali livelli; occasionalmente Cioran si definirà uno "scettico disperato".

    Il terrore di fronte all'avvenire si innesta sempre sul desiderio di provare quel terrore [....] Nascita e catena sono sinonimi [....] Non nascere è indubbiamente la migliore formula. Non è purtroppo alla portata di nessuno.
    Cosa leggono le mie pupille... io ho adorato Il diario dell'inquietudine di Pessoa . Anche Leopardi è stato un riferimento per me e S. uno dei miei filosofi (studiati al liceo) preferiti. Amo gli autori autoironici. In più non ho mai sofferto di insonnia fino a qualche mese fa , quindi credo proprio che sia arrivato il momento giusto per conoscerlo e leggerlo.
    Grazie Volgere, per aver portato alla luce questo autore .

  7. #7
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    La sua rabbia ironica, e il suo solitario pessimismo me l'hanno fatto amare alla prima lettura diversi anni fa, era Sommario di decomposizione e mi folgorò. È sulla linea dei sopracitati ma anche di Caraco e del più velenoso Valery. Bernhard con la sua prosa ossessiva me lo ricorda nei contenuti.

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