La biografia di Shaquille Rashaun O'Neal, star del basket Usa, 216 centimetri d'altezza per 147 chili, è, paradossalmente, la storia di un "piccolo guerriero": questo il significato del suo nome, di origine musulmana. E questa storia ce la racconta lui stesso nel libro uscito per i suoi primi quarant'anni ("A tutto Shaq" di Shaquille O'Neal e Jackie MacMullan, Baldini&Castoldi, 18 euro). Piccolo lo rimane per poco, tanto che sua madre deve sempre portare con sé il suo certificato di nascita per provare la sua reale età, visto che il bimbo cresce a vista d'occhio; guerriero invece lo è da subito: nonostante un po' di balbuzie, nonostante il padre lo abbandoni prima della nascita, nonostante cresca in un quartiere difficile, Shaq non si piange addosso e, grazie alla rigorosa disciplina militare del padre acquisito, il sergente Harrison, impara a farsi valere e a darsi degli obiettivi. Innanzitutto sportivi: nella sua carriera, durata 19 stagioni, vince 4 titoli NBA (3 con i Los Angeles Lakers, l'ultimo, nel 2006, con i Miami Heat) e figura come il sesto marcatore di tutti i tempi. Epiche le sue schiacciate a canestro, talmente violente che una volta è persino riuscito a frantumare il tabellone di cristallo. Punto debole? I tiri liberi, la sua maledizione, con una percentuale di riuscita molto bassa, solo il 52%. E poi viene tutto il resto. E c'è molto, moltissimo d'altro oltre al basket. Questo gigante nero è un abilissimo ballerino di break dance, ha pubblicato album di rap che hanno vinto dischi di platino, ha recitato come attore in film comici e d'azione, è stato il re delle pubblicità TV, protagonista di reality show. Shaquille O'Neal è un personaggio sopra le righe: tra l'esuberante e l'aggressivo, spesso fatica ad andare d'accordo con i suoi compagni di squadra, con cui ogni tanto si azzuffa distruggendo spogliatoi, ed evidenziando qualche difficoltà a controllare i suoi eccessi d'ira. Spende smodatamente, sia per se stesso (due Ferrari, per poi unirle insieme e farne una che potesse contenere la sua ingombrante stazza) che per gli altri: è famoso anche per la sua grande generosità, soprattutto nei confronti dei bambini bisognosi. Celebre quella volta che fece portare dei camion di neve in un centro d'accoglienza per bambini poveri a Los Angeles, "così almeno l'avrebbero vista una volta nella loro vita". Fa "tanto" di tutto Shaquille O'Neal: il buffone con i media, si iscrive all'accademia di polizia, dirige l'orchestra filarmonica di Boston il giorno di Natale, crea una sua marca di scarpe e fonda una catena di palestre ed autolavaggi, ottiene un master in economia aziendale ed ora studia per un dottorato... Ce n'è per tutti i gusti. Figuriamoci ora che ha appeso le scarpe da basket, taglia 57, al chiodo. "Quale sarà l'epitaffio sulla mia tomba? Era Generoso. Era Dominante. Era Unico."