Trama:

New York, aeroporto JFK. In un'affollata area d'imbarco Madeline e Jonathan, due perfetti sconosciuti, si scontrano. Un vivace battibecco, poi ciascuno riprende la propria strada. Le vacanze natalizie sono alle porte: lei sta per salire sul volo per Parigi, dove possiede un avviato negozio di fiori, e lui è in partenza per San Francisco, dove gestisce un modesto ristorante. Non immaginano certo che i loro destini s'incroceranno di nuovo. Una volta atterrati e scoperto con disappunto di essersi scambiati i cellulari nell' urto, ciascuno prova l'irresistibile impulso di curiosare nei segreti dell'altro. E questa reciproca indiscrezione fa riemergere un passato doloroso per entrambi, perché nessuno dei due è quello che sembra. La foto di una ragazza scomparsa... Un volto sconosciuto eppure familiare... Una sconcertante rivelazione... Inizia così una vicenda mozzafiato, punteggiata di colpi di scena, sorprese, inattesi capricci del destino. E mentre i due protagonisti rincorrono piste sempre più pericolose, l'amore fa capolino, suggellando lo spettacolare epilogo sullo sfondo di una New York sepolta dalla neve.

Commento:

se mi ero innomorata del suo L'uomo che credeva di non avere più tempo, ho trovato che questo autore scade sempre più in ogni libro che scrive. Tanto che con questo è arrivato a voler scrivere un thriller senza averne proprio il giusto gusto. Risulta forzato dall'inizio alla fine, a patire dallo scambio dei telefonini in aeroporto (che l'autore dice aver preso spunto da un fatto a lui realmente accaduto) fino alla coincidenza sulla storia di Alice, che casualmente entrambi conoscono. E in generale la trama risulta sempre molto forzata e poco verosimile. Non basta saper scrivere e avere la penna scorrevole, come sicuramente questo autore ha, per tirare fuori un bel libro, bisogna anche avere qualcosa da dire.