Nuto Revelli ascolta la "leggenda del tedesco buono", uno sconosciuto militare tedesco di stanza a Cuneo nel 1944 che ogni mattina esce dalla caserma a cavallo, parla con la gente del luogo, accarezza i bambini e offre sigari agli anziani. Affascinato da questa storia, lui ufficiale della campagna di Russia e comandante partigiano, cerca di ricostruire la storia di questo soldato attraverso le testimonianze orali dei testimoni e poi di fonti scritte con l'aiuto di ricercatori e storici, degli archivi tedesci e italiani.

Avvincente come un giallo, coinvolgente con la sua precisa ricostruzione storica, un saggio di ricerca, scritto con la grande abilitÓ che ha lo scrittore di ascoltare gli umili, la gente comune, mettendo insieme fonti orali e fonti scritte con la stessa attenzione e rispetto. Alla fine riuscirÓ a risalire alla realtÓ della vicenda, alla sua umanitÓ, diversa rispetto alla leggenda ma che permette di collocare la veritÓ nella realtÓ, fatta di aspettative, di speranze e di ideali, oltre che di fatti.