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Discussione: 6° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #1
    Lunatic Mod
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    Predefinito 6° Poeticforum - Le poesie che amiamo

    Siamo giunti al 6° Poeticforum..
    Non siate timidi, proponete le vostre poesie preferite (sempre una a ciascuno ) per poi discuterne insieme.

    A voi la parola

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  • #2
    Motherator
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    inizio con una poesia tratta dall'antologia di poetesse arabe contemporanee che sto leggendo

    Sono una donna- Joumana Addad

    Nessuno può immaginare
    quel che dico quando me ne sto in silenzio
    chi vedo quando chiudo gli occhi
    come vengo sospinta quando vengo sospinta
    cosa cerco quando lascio libere le mani.
    Nessuno, nessuno sa
    quando ho fame quando parto
    quando cammino e quando mi perdo,
    e nessuno sa
    che per me andare è ritornare
    e ritornare è indietreggiare,
    che la mia debolezza è una maschera
    e la mia forza è una maschera,
    e quel che seguirà è una tempesta.
    Credono di sapere
    e io glielo lascio credere
    e io avvengo.
    Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
    fosse una loro concessione
    e ringraziassi e obbedissi.
    Ma io sono libera prima e dopo di loro,
    con loro e senza loro
    sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
    La mia prigione è la mia volontà!
    La chiave della mia prigione è la loro lingua
    ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
    desiderio
    e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
    Sono una donna.
    Credono che la mia libertà sia loro proprietà
    e io glielo lascio credere
    e avvengo.

  • #3
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    inizio con una poesia tratta dall'antologia di poetesse arabe contemporanee che sto leggendo

    Sono una donna- Joumana Addad

    Nessuno può immaginare
    quel che dico quando me ne sto in silenzio
    chi vedo quando chiudo gli occhi
    come vengo sospinta quando vengo sospinta
    cosa cerco quando lascio libere le mani.
    Nessuno, nessuno sa
    quando ho fame quando parto
    quando cammino e quando mi perdo,
    e nessuno sa
    che per me andare è ritornare
    e ritornare è indietreggiare,
    che la mia debolezza è una maschera
    e la mia forza è una maschera,
    e quel che seguirà è una tempesta.
    Credono di sapere
    e io glielo lascio credere
    e io avvengo.
    Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
    fosse una loro concessione
    e ringraziassi e obbedissi.
    Ma io sono libera prima e dopo di loro,
    con loro e senza loro
    sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
    La mia prigione è la mia volontà!
    La chiave della mia prigione è la loro lingua
    ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
    desiderio
    e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
    Sono una donna.
    Credono che la mia libertà sia loro proprietà
    e io glielo lascio credere
    e avvengo.
    E' agghiacciante la descrizione di se stessa utlizzando la negazione. Ma sono presenti molti ossimori. E gli enjambement che costringono a riposare sulle parole che terminano e iniziano il verso.Devo rileggerla con più calma. Qual è la lingua originale?

  • #4
    Motherator
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    Citazione Originariamente scritto da Antonia Vedi messaggio
    E' agghiacciante la descrizione di se stessa utlizzando la negazione. Ma sono presenti molti ossimori. E gli enjambement che costringono a riposare sulle parole che terminano e iniziano il verso.Devo rileggerla con più calma. Qual è la lingua originale?
    penso sia scritta in arabo, l'autrice è libanese e fa parte di una raccolta di poesia araba, Non ho peccato abbastanza.

    Se vuoi, Antonia, puoi postare anche tu una poesia che poi commenteremo assieme, ci farebbe piacere

  • #5
    giovaneholden
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    Kostas Kariotakis

    Questa sera la luna dentro il mare
    cadrà come una perla pesantissima.
    E giocherà sopra di me la folle,
    la folle luna.

    Si frangerà l’onda color rubino
    sui miei piedi spargendo mille stelle.
    Le mie mani saranno diventate
    due colombelle:

    e saliranno – due uccelli d’argento –
    a riempirsi di luna – come coppe
    e di luna le spalle e i capelli
    m’irroreranno.

    Il mare è un oro fuso. Metterò
    in una barca il mio sogno affinché
    veleggi. Chiara, diamantina ghiaia
    calpesterò.

    Quando la luce l’attraverserà
    sarà perla pesante il mio cuore.
    E riderò. E piangerò... Ma guarda, ecco,
    ecco la luna!

  • #6
    Lunatic Mod
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    Propongo una delle mie preferite da "L'antologia di Spoon River"

    Lucinda Matlock di Edgar Lee Masters


    Andavo a ballare a Chandlerville,
    e giocavo a carte a Winchester.
    Una volta ci scambiammo i cavalieri
    al ritorno in carrozza sotto la luna di giugno,
    e così conobbi Davis.
    Ci sposammo e vivemmo insieme settant’anni,
    divertendoci, lavorando, crescendo dodici figli,
    otto dei quali ci morirono,
    prima che arrivassi a sessant’anni.
    Filavo, tessevo, tenevo in ordine la casa, assistevo i malati,
    curavo il giardino, e alla festa
    andavo a zonzo per i campi dove cantavano le allodole,
    e lungo lo Spoon raccogliendo molte conchiglie,
    e molti fiori ed erbe medicinali—
    gridando alle colline boscose, cantando alle verdi vallate.
    A novantasei anni avevo vissuto abbastanza, ecco tutto,
    e passai a un dolce riposo.
    Cos’è questa storia di dolori e stanchezza,
    e ira, scontento e speranze cadute?
    Figli e figlie degeneri,
    la vita è troppo forte per voi—
    ci vuole vita per amare la vita.

  • #7
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    Coraggio, non vuoi proporre una delle tue poesie preferite...o una che hai incontrato per caso e ti ha colpito/a al cuore, come spesso faccio io ?
    Sto parlando proprio con te, forumlibroso/a

  • #8
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    Isabel Allende


    I cinquant'anni sono come
    L'ultima ora del pomeriggio,
    quando il sole tramontato
    ci dispone spontaneamente alla riflessione.
    Nel mio caso, tuttavia,
    il crepuscolo mi induce al peccato.
    Forse per questo,
    arrivata alla cinquantina,
    medito sul mio rapporto
    con il cibo e l'erotismo,
    le debolezze della carne,
    che più mi tentano,
    anche se, a ben guardare, non sono quelle
    che più ho praticato.


    Dal libro Afrodita

  • #9
    Lunatic Mod
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    Se nessun altro propone, iniziamo a commentare

  • #10
    Lunatic Mod
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    Predefinito Prima poesia - Eccoci qui

    Sono una donna- Joumana Addad

    Nessuno può immaginare
    quel che dico quando me ne sto in silenzio
    chi vedo quando chiudo gli occhi
    come vengo sospinta quando vengo sospinta
    cosa cerco quando lascio libere le mani.
    Nessuno, nessuno sa
    quando ho fame quando parto
    quando cammino e quando mi perdo,
    e nessuno sa
    che per me andare è ritornare
    e ritornare è indietreggiare,
    che la mia debolezza è una maschera
    e la mia forza è una maschera,
    e quel che seguirà è una tempesta.
    Credono di sapere
    e io glielo lascio credere
    e io avvengo.
    Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
    fosse una loro concessione
    e ringraziassi e obbedissi.
    Ma io sono libera prima e dopo di loro,
    con loro e senza loro
    sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
    La mia prigione è la mia volontà!
    La chiave della mia prigione è la loro lingua
    ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
    desiderio
    e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
    Sono una donna.
    Credono che la mia libertà sia loro proprietà
    e io glielo lascio credere
    e avvengo.

  • #11
    Lunatic Mod
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    Non conoscevo questa poetessa, ho appena scoperto che è una giornalista nata nel 1970 a Beirut, ha fondato una rivista in lingua araba che tratta di sessualità ed erotismo ed è impegnata nella battaglia per la liberazione delle donne dall'oscurantismo islamico, cosa che si può intuire leggendo questa poesia così sofferta.
    Devo dire che leggendo la prima parte non ho pensato alle donne islamiche o ad una particolare categoria di donne privata della propria libertà, né ho pensato ad una singola donna oggetto di particolari violenze psicologiche. Ho pensato ad una donna che ha una vita apparentemente "normale" ma che tende a soffocare dentro di sé molti aspetti del suo essere, e mi ci sono ritrovata. C'è chi, per carattere o per sua scelta, non fa sapere agli altri chi vede quando chiude gli occhi e cosa dice quando se ne sta in silenzio; purtroppo però c'è anche chi non può farlo. Le due situazioni sono ben diverse, ma entrambe le donne o le persone "avvengono" (questa parola è bellissima) ad insaputa degli altri.

  • #12
    enjoy member
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    In questa bella poesia ci ho letto la ribellione interiore di una donna, costretta all' ubbidienza. Il solo modo che ha di ribellarsi è gridarlo a se stessa e si dice che tutto quello che concederà agli altri è perchè in realtà lei lo vuole. Come al solito una donna messa alle strette. Ma l' ultimo verbo a lei stessa dedicato mi è piaciuto molto: "avvengo". In questo verbo è racchiusa tutta la forza d' animo e la voglia di vivere.

  • #13
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    Predefinito Sono una donna- Joumana Addad

    Come avete ben sottolineato, la parola chiave, quella che colpisce in maniera incancellabile e si ricorda per la sua profondità, è la parola avvengo.
    In questa parola si racchiude il destino di milioni di donne, oppresse, schiacciate, violentate, umiliate, vendute, con un destino spesso declinato all'annullamento, ma la poetessa con questa parola ne decreta il riscatto, il riconoscimento, le onora e ci commuove per la verità dei destini che avvengono, nonostante le continue prevaricazioni.

  • #14
    Lunatic Mod
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    La prossima poesia è del poeta greco Kostas Kariotakis, probabilmente non ha un titolo

    Kostas Kariotakis

    Questa sera la luna dentro il mare
    cadrà come una perla pesantissima.
    E giocherà sopra di me la folle,
    la folle luna.

    Si frangerà l’onda color rubino
    sui miei piedi spargendo mille stelle.
    Le mie mani saranno diventate
    due colombelle:

    e saliranno – due uccelli d’argento –
    a riempirsi di luna – come coppe
    e di luna le spalle e i capelli
    m’irroreranno.

    Il mare è un oro fuso. Metterò
    in una barca il mio sogno affinché
    veleggi. Chiara, diamantina ghiaia
    calpesterò.

    Quando la luce l’attraverserà
    sarà perla pesante il mio cuore.
    E riderò. E piangerò... Ma guarda, ecco,
    ecco la luna!

  • #15
    giovaneholden
    Guest

    Predefinito Sono una donna- Joumana Addad

    Bellissima poesia di affermazione di libertà,tanto più encomiabile,sapendo che è di una poetessa araba. Le prime due righe mi ricordano una frase letta in un romanzo in cui si afferma:"che bello che nessuno riesca a entrare nella mia testa per conoscere i miei pensieri!". In una società in cui si cerca di controllare la donna,lei lascia credere di essere sottomessa,mentre "io sono libera prima e dopo di loro,con e senza loro." Nell'immediatezza dell'attualità,in cui pare che spinte revansciste stiano tentando di vanificare la primavere arabe,questa poesia ha ancora più valore.

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