È una valigia bella grande quella che Alessandro Mastroluca, giornalista sportivo, porta con sé nel lungo viaggio attraverso il Novecento che racconta nel suo libro "La valigia dello sport" (Effepi Libri, 13 euro). Grande perché c'è posto per ben diciotto momenti sportivi, dal periodo fascista ad oggi, che hanno avuto una valenza ben oltre l'evento atletico: si sono legati, in modo indissolubile, ad un momento storico e politico, e in questo modo sono passati alla storia. Fra i più memorabili: il calcio al tempo del fascismo, quando il gioco del pallone era visto soprattutto come espressione del regime e Vittorio Pozzo, allenatore e commissario tecnico della nazionale, portò l'Italia a vincere l'unico oro olimpico nel 1936 a Berlino; la storia di Matthias Sindelar, detto "cartavelina" per la sua figura esile, centrocampista austriaco che, nel 1938, al termine di una partita della nazionale, rifiutò di salutare i gerarchi nazisti e che per questo ebbe il destino segnato; le Olimpiadi del 1956 a Melbourne, in piena Guerra Fredda, teatro di una semifinale di pallanuoto maschile Urss-Ungheria al vetriolo, che porta con sé l'astio della rivolta studentesca di Budapest, repressa nel sangue. Ma ci sono anche storie d'amore, come quella che sboccia, sempre nel 1956, tra la discobola cecoslovacca Olga Fikotova e il martellista statunitense Harold Connolly. O d'amicizia, come quella fra due campioni di ping pong ai Mondiali di Nagoya del 1971, che cambia per sempre la storia dei rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Cina. C’è posto, poi, per storie più famose, note anche per essere state portate sul grande schermo: quella del pugile statunitense Rubin Carter, meglio noto come "Hurricane"; e la vera storia di “Invictus”, ossia di Mandela e Pienaar che insieme mettono le basi per una nazionale di rugby non più solo Afrikaner. E c'è anche il nostro Adriano Panatta, che nel 1973 alla finale di Coppa Davis nel Cile di Pinochet, sceglie di indossare polemicamente una maglietta rossa, per protestare contro il dittatore che aveva cancellato la democrazia di quel paese. È un lungo viaggio, quello di Mastroluca, che ha trasposto in questo libro i contenuti del suo blog lavaligiadellosport.blogspot.it. Un viaggio che ci ricorda come spesso lo sport diventi voce e testimonianza fedele dello spirito di un'epoca.