Ambientato tra Vladivostok e l'Estonia occidentale in un arco di tempo che va dal 1939 al 1992 il romanzo racconta l'intreccio delle vite di due sorelle e delle loro rispettive famiglie con destini completamente diversi a causa della guerra che porterà in Estonia dapprima i tedeschi e poi i russi per arrivare a sognare non solo un'Estonia libera ma anche il recupero di una tradizione e di una cultura propria.
La scrittrice è spietata nel descrivere la figura di Aliide, una deus ex machina del destino della sorella e della sua famiglia che dietro all'apparente normalità nasconde opportunismo, crudeltà e cinismo che ci fanno capire come le dittature possano attechire ed essere alimentate da piccoli mostri apparentemente innocui ma determinanti per la loro sopravvivenza.
Qui sta l'interesse di questo romanzo, nella banalità e ovvietà del male che sta dentro ad infiniti personaggi che hanno permesso che le dittature sopravvivessero a lungo con il loro attivo contributo. Consigliato.