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copertina libro

Espiazione

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Discussione: McEwan, Ian - Espiazione

  1. #31
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    Citazione Originariamente scritto da Dorylis Vedi messaggio
    basti leggere con attenzione la descrizione sul mal di testa che affligge Emily madre delle protagoniste
    Anch'io sono stata colpita da questa descrizione perchè soffrendo spesso il mal di testa mi sono ritrovata in questa situazione.
    Penso anch'io che questo sia un bellissimo romanzo e ho pianto anch'io tutte le mie lacrime nel finale.
    Sono andata a vedere anche il film e se è possibile mi sono commossa ancor di più.
    L'unica cosa su cui non concordo sono i capitoli aventi ad oggetto il periodo della guerra: mi sono sembrati completamente staccati dal resto del libro.

  2. #32
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    E' bellissimo questo libro. L'ho letto da poco e devo dire che alla fine ho pianto come una fontana. All'inizio devo dire che non mi prendeva piu' di tanto ma poi e' stato un'attimo finirlo.
    Non sapevo dell'esistenza del film. Di solito pero' se leggo il libro non vado a vedere il film perche' ho sempre paura di rimanere delusa...
    Manu

  3. #33
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    Nonostante avessi già visto il film, e quindi ero privo di "tensione" emotiva, ho trovato questo libro bellissimo.
    Mi sono rammaricato di non aver prima letto il libro per gustarne a pieno
    anche la trama.

  4. #34
    Cicciofila Member
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    E' uno degli ultimi libri che ho letto e mi è piaciuto molto,
    anche se sul momento il finale mi ha spiazzato.
    Mi ci son voluti un paio di giorni per elaborarlo per bene.
    Si tratta di un romanzo nel romanzo, ma non lo si capisce subito,
    anche perchè in realtà è
    "a libera interpretazione"!

    Penso che comprerò altri libri di McEwan, sperando che abbiano la stessa intensità di questo.

    Piccolo commento personale:
    ma quanto è antipatica Briony!!

  5. #35

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    L'ho letto e mi è piaciuto,ma mi chiedevo: vi ricordate quando, nella prima parte, Robbie e Cecilia stanno parlando di un libro (non ricordo quale) e Robbie dice che è un bel libro, lento all'inizio ma che poi, grazie ad un colpo di scena, diventa più interessante? A me è sembrata una allusione allo stesso libro di McEwan...che è piuttosto lento sino a quando Briony fa quello che fa...^^

  6. #36
    Cicciofila Member
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    Citazione Originariamente scritto da mirtoshkyvic Vedi messaggio
    L'ho letto e mi è piaciuto,ma mi chiedevo: vi ricordate quando, nella prima parte, Robbie e Cecilia stanno parlando di un libro (non ricordo quale) e Robbie dice che è un bel libro, lento all'inizio ma che poi, grazie ad un colpo di scena, diventa più interessante? A me è sembrata una allusione allo stesso libro di McEwan...che è piuttosto lento sino a quando Briony fa quello che fa...^^
    E' la stessa sensazione che ho avuto io.
    Infatti la struttura del libro non è immediata, almeno per me.

  7. #37
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    Dopo tutti i commenti positivi nn saprei cos' altro aggiungere....bellissimo, un libro denso di emozioni e veramente commovente sul finale nonostante avessi già visto il film(che a mio parere è stato fatto molto bene!!)

  8. #38
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    L'ho finito... ho temporeggiato... letto lentamente le ultime pagine.... ma alla fine ho dovuto chiuderlo e staccarmi da questi personaggi meravigliosi.
    Mi mancano già.
    Il modo di scrivere di McEwan è splendido: è capace di tenermi incollata, sognante, anche nelle descrizioni di un giardino o di uno stato d'animo.
    Quello che in assoluto mi ha conquistata di questo libro è il fatto che protagonista e autore si confondano continuamente. Chi ha scritto questo libro? McEwan o Briony? e quando viene descritto il rapporto con la scrittura della piccola protagonista, il suo modo di mettere le emozioni su carta e di descrivere il mondo... non riconoscete lo stile dell'autore? Un libro dentro il libro: l'autore che si racconta, attraverso un protagonista che racconta l'autore... Bellissimo.
    Ho amato molto la prima parte, così densa di emozioni, di malinconia e di nostalgia: il caldo, i sentimenti, la sensazione di distacco (per Briony dall'infanzia, per Cecilia dall'adolescenza, per Robbie dalla dipendenza dagli altri), scelte e decisioni che infiammano gli animi...
    La parte della guerra mi è sembrata più lenta, mentre quella ambientata nell'ospedale (forse perché sono infermiera) mi ha conquistata.
    L'ultima parte fa di questo libro un capolavoro. Senza questa sorta di prologo il libro sarebbe solo un bel racconto che finisci per dimenticare. Vorrei fare molti commenti riguardo la fine del libro, ma rischierei di svelare dei dettagli che potrebbero rovinare la lettura, non ci sono colpi di scena, ma per me tutta questa parte è stata piacevolmente inaspettata, per cui non vorrei rovinarla.
    Lo consiglio vivamente.

  9. #39
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    Ieri ho visto il film e devo ammettere che mi è piaciuto... il libro non me lo ricordavo molto nei particolari, perché l'avevo letto diverso tempo fa, ma mi è sembrato che il film rispecchiasse abbastanza bene il testo.

  10. #40
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    McEwan è uno scrittore straordinario. Sceglie le parole con grande cura e sembra avere con loro un rapporto di profonda intimità.

    Non è vero che questo libro parla solo del senso di colpa. Parla anche di cosa significhi inventare mondi per fuggire da quello fatto di peccati e ambiguità. Scrivere è creare, ma solo Dio crea veramente e fino in fondo, ed è questo il grande problema degli artisti il cui destino è vivere in perenne affanno. Lo scrittore, l’artista, si macchia di un peccato mortale; quello di volersi avvicinare al divino senza però averne i mezzi. Non basta una scintilla a fare di un uomo un genio, così come non bastano un paio di ali per fare di un demone un angelo. Non a caso la “peccatrice” del romanzo vuole fare la scrittrice. E, anche se ci riuscirà, non potrà distaccarsi dai suoi sensi di colpa terreni, dalle sua macchie concrete e tangibili.

    Il romanzo parla di una ragazzina, Briony, che all’età di tredici anni accusa un innocente di un delitto, in particolare di uno stupro. Come tutti i grandi scrittori McEwan non ci racconta tutto, non fino in fondo per lo meno, ma pare che la ragazzina fosse veramente convinta che Robbie fosse il vero colpevole. E’ solo con il tempo che si convincerà di essersi …autoconvinta, perché, forse, voleva punire l’aitante figlio della governante per essersi innamorata della sorella e non di lei. Invidie tipicamente femminili, si dirà. Invidie dell’uomo in quanto tale, dico io. Siamo tutti invidiosi, ma nessuno di noi può esserlo perfettamente e fino in fondo. Per ciò il male che facciamo agli altri, a coloro che ci sembrano meglio di noi, finisce prima o poi per ricaderci addosso. Perché nessuno di noi è veramente “cattivo”. Siamo degli esseri invidiosi, ma intimamente buoni, questo è il nostro destino, un destino di imperfezione anche nella malvagità. Dovevamo, potevamo, scegliere tra salvezza e dannazione, invece siamo rimasti lì appesi come angeli senza ali a guardare il cielo e l’inferno, senza riuscire a toccare né l’uno né l’altro.

    SPOILER

    Il libro si divide in quattro parti, di cui la prima è la più lunga. Centosessanta pagine ci raccontano i personaggi del romanzo, tutti alto borghesi anni ’30 e tutti più o meno infelici. Briony ha solo tredici anni, ma conosce già la vanagloria e l’intelligenza, la furbizia e la caparbietà. Sembra una bambina matura o un’adulta ancora acerba. Non potrà mettere in scena il proprio lavoro, il primo, per una serie di eventi sfavorevoli. Avrebbe voluto inscenare la propria commedia in un teatro improvvisato davanti alla propria famiglia, ma il progetto fallisce. Deciderà allora di punire Robbie, il figlio della governante, che poi coincide con il primo individuo che gli capita sotto tiro. Come spesso capita a tutti: urliamo le nostre pene con chi non ha colpa e tacciamo di fronte ai potenti che ci hanno invece calpestato.

    La seconda parte, molto più fluida, diventa un romanzo di guerra molto ben congegnato. Sono pagine passionali e appassionate, nelle quali vediamo Robbie parte di quella lunga ritirata dell’esercito inglese in terra francese, durante la seconda guerra mondiale. Robbie ama ancora Cecilia, la sorella di Briony. E qui il messaggio di McEwan è semplice quanto raccontato a meraviglia: l’amore può tutto, travalica confini e disperazioni. Si ha la sensazione che Robbie sopravviva alla tragedia grazie alla forza invisibile dell’unione lontana. Dopo il carcere Robbie si è fatto la guerra, entrambi contesti che lo hanno tenuto lontano dall’amata.

    La terza parte ci narra di Briony nel ruolo di infermiera in tempo di guerra. La vicenda si svolge, dal punto di vista temporale, in parallelo rispetto a quella di Robbie, ma McEwan sa come non cadere nel banale: non fa incontrare un ferito e traumatizzato Robbie con la sua nemica, che così avrebbe espiato le proprie colpe. Il finale felice e scontato non fa per i grandi scrittori.

    Briony, diciottenne, si destreggia abilmente tra arti amputati e facce divelte e non trova il tempo per scrivere, l’atto che dovrebbe rappresentare la sua espiazione. Alla fine della seconda parte i due, Robbie e Briony, si incontrano e anche qui McEwan ci risparmia il facile espediente: quello del perdono. Robbie non solo non la perdona, ma reagisce come chiunque avrebbe fatto trovandosi di fronte la persona che gli ha rovinato la vita. Ci sono parole grezze e mancanze di stile, ed è giusto che sia così.

    Il romanzo termina con una Briony anziana, sul limite degli ottanta, alla quale viene diagnostica una forma di demenza senile piuttosto violenta. Non solo sta morendo, ma si sta dimenticando di sé stessa e, nonostante nei sessant’anni non raccontati sia diventata scrittrice di fama, non può sfuggire ai propri sensi di colpa, alle proprie invidie, al proprio essere finito e mortale.

    Votato 5/5

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