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copertina libro

La Pioggia Prima Che Cada

Mostra risultati da 1 a 15 di 15

Discussione: Coe, Jonathan - La Pioggia Prima Che Cada

  1. #1
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    Predefinito Coe, Jonathan - La Pioggia Prima Che Cada

    Prezzo di copertina: Euro 16,00
    Pagine: 224
    Editore: Feltrinelli

    Contenuto:
    La Zia Rosamond non è più. E' morta nella sua casa nello Shropshire, dove viveva sola, dopo l'abbandono di Rebecca e la morte di Ruth, la pittrice che è stata la sua ultima compagna. A trovare il cadavere è stato il suo medico. Aveva settantatré anni ed era malata di cuore, ma non aveva mai voluto farsi fare un bypass. Quando è morta, stava ascoltando un disco "canti dell'Auvergne" e aveva un microfono in mano. Sul tavolo c'era un album di fotografie. Evidentemente, la povera Rosamond stava guardando delle foto e registrando delle cassette. Non solo. Stava anche bevendo del buon whisky, ma, Accidenti, e quel flacone vuoto di Diazepam? Non sarà stato per caso un suicidio? La sorpresa viene dal testamento. Zia Rosamond ha diviso il suo patrimonio in tre parti: un terzo a Gill, la sua nipote preferita; un terzo a David, il fratello di Gill; e un terzo a Imogen. Gill e David fanno un po' fatica a capire chi sia questa Imogen, perché prima sembra loro di non conoscerla, poi ricordano di averla vista solo una volta nel 1983, alla festa per il cinquantesimo compleanno di Rosamond. Più di vent'anni prima, dunque. Imogen era quella deliziosa bimba bionda di sette o otto anni venuta con gli altri a festeggiare la padrona di casa: una bimba dolcissima e silenziosa, che si muoveva quasi furtivamente. Sembrava che avesse qualcosa di strano. Sì, era cieca. Occorre dunque ritrovare Imogen per informarla della fortuna che le è toccata. Ma per quanti sforzi si facciano, Imogen non si trova. E allora non resta come indicato dalla stessa Rosamond in un biglietto scritto prima di morire che ascoltare le cassette. Le cassette incise dalla donna mentre sfogliava l'album di fotografie selezionando le venti istantanee in cui poteva compendiarsi la sua vita. E, assieme a Gill e alle sue due giovani figlie, il lettore ascolta la voce di Rosamond raccontare la storia della famiglia, le drammatiche vicende che hanno portato alla scomparsa di Imogen, tracciando uno spaccato di una certa società inglese, affrontando tematiche come quella dell'anaffettività verso le bambine e la genitorialità omosessuale, intrecciando destini con la consueta maestria e sensibilità di Jonathan Coe.


    Un buon regalo di Natale; niente di più! Abituata al Coe pirotecnico dei precedenti romanzi, ho trovato questo libro triste e inutilmente sdolcinato. Nessun approfondimento psicologico degno di nota, solo molta ingiustificata infelicità* e un po' di luoghi comuni. Lo stile è quello tipico di Coe ed è sufficiente affinchè questo libro occupi un posto nella mia libreria; il tema trattato è interessante, ma chi conosce la Casa del sonno, ha diritto di pretendere qualcosa di più da questo autore. Voi che ne pensate?
    Ultima modifica di Minerva6; 10-28-2012 alle 02:23 PM.

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  • #2
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    bellissimo....una delle letture che ho preferito questa estate...

  • #3
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    Davvero??? Hai letto anche gli altri libri di Coe? Cosa ti è piaciuto?

  • #4
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    il dittico la banda dei brocchi e circolo chiuso,la famiglia winshaw,la casa del sonno..a settembre ero a mantova amnno sono riuscito a trovar posto..

  • #5
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    Anche io ho letto questi libri e la mia opinione su questo autore è stata sempre positiva. Ho cominciato La pioggia prima che cada con grandi aspettative, ma purtroppo non è il tipo di libro che riesce a coinvolgermi. Sono rimasta un po' delusa, nonostante sia indiscutibile la sua delicatezza. Conto di rileggerlo, evitando di confrontarlo con i precedenti!

  • #6

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    un libro molto delicato, descrittivo e "fotografico". Certo è molto bello anche se troppo delicato per i miei gusti

  • #7
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    Non ho mai letto Coe ma dai commenti i suoi libri mi ispirano parecchio...con quale mi consigliereste di cominciare?

  • #8
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    Mah...sicuramente il Coe di queste pagine non è lo stesso de La casa del sonno o de La famiglia Winshaw, non c'è il brio, non c'è la scintilla, non c'è quell'umorismo sottile, quell'ironia che tanto ho apprezzato...in questo libro ho trovato solo una tristezza senza via d'uscita, arrivati all'ultima pagina ci si sente impotenti e svuotati davanti a questa catena di dolore tramandato per generazioni, un dramma nel vero senso della parola. Coe non ci lascia nessuna speranza alla fine, nessun motivo, nessuna spiegazione, non dà un senso alla storia.
    Sarà pure una lettura commovente, toccante e delicata, ma non mi ha convinta fino in fondo...proprio no.

  • #9

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    E' stato l'unico libro di Coe che ho letto, l'ho trovato penoso, patetico a dir poco scontato. Volevo metterci una pietra sopra a questo scrittore ma se dite che ha pubblicato di meglio, forse gli darò un altra occasione.

  • #10
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    Ce l'ho in wishlist,insieme a Donna per caso,gli unici 2 che mi mancano di Coe.

  • #11
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    Libro carino, ma niente a che vedere con la casa del sonno, la famiglia W. o circolo chiuso! Consiglio vivamente a chi è rimasto deluso da Coe di leggere gli altri (soprattutto la casa del sonno), nei quali l'autore dà il meglio di sé!

  • #12
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    All'inizio ho provato un senso di delusione....pensavo "naaaaa, questo non è Coe...". Chi è rimasto colpito, negli altri libri, dalla genialità dei suoi intrecci e dal suo umorismo brillante, si rilassi: qui tutto questo non c'è. Ma la delusione non è durata a lungo, poiché in questo libro risalta un altro lato, meno caratteristico, di questo autore, un lato che troviamo anche ne I segreti di Maxwell Sim (nel quale, tuttavia, vi sono anche i soliti tratti caratteristici dell'autore), ed è la sua capacità introspettiva. L'autore riesce a osservare con sensibilità l'animo delle donne, trattando temi molto delicati o scabrosi come la violenza sui minori, condannando certi comportamenti ma evitando di dare giudizi e concedendo a chiunque un'occasione di riscatto. Un libro di sentimenti, inaspettato per chi conosce Coe e, secondo me, molto bello nel suo genere, un romanzo più maturo dei soliti, quantunque anch'io continui ad amare il Coe più vivace. Un altro tipo di esperimento letterario, direi ben riuscito. In ogni caso, scorrevolissimo. La sua penna, e il suo amore per le coincidenze, si intravede soprattutto nella parte finale.

  • #13
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    Concordo con la recensione di alessandra,anche se io non ho provato la delusione iniziale ma ero prevenuta verso questo libro per le varie recensioni negative lette.
    Se si comincia a leggere Coe da questo forse non lo si riesce ad apprezzare, ma per me che avevo già letto tutto, alla fine è stata una lettura comunque appagante e piacevole.
    L'ho letto all'interno di un minigruppo:
    http://www.forumlibri.com/forum/grup...-di-j-coe.html

  • #14
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    Copio il mio commento (con qualche spoiler):dal minigruppo condiviso con Minerva
    Questa mi è parsa una storia di donne, donne quasi in carne e ossa (io le ho sentite in ogni momento molto "reali), che hanno come tratto comune il desiderio di creare o mantenere i legami familiari. Lo fa Rosamonde con Thea e Imogen, tenta di farlo Gill con le figlie e il marito prima, con Rosamonde e la sua storia dopo. Sono tentativi falliti, almeno in apparenza. Nessuna delle due si accorge che il desiderio di legame è in fondo solo loro, o almeno solo loro lo sanno esplicitare, mentre le altre, le terribili madri del romanzo, fanno di tutto per distruggerlo e renderlo impossibile.

    Il messaggio sembra essere questo: possiamo solo accogliere le persone che ci sono vicine per quanto loro stesse ce lo consentono, dare quando ci viene richiesto e atteso.

    Questo libro non mi ha coinvolta subito, ma alla fine mi ha convinta. La capacità di Coe di entrare nei meandri dell'animo femminile mi ha stupito molto.

  • #15
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    Mi è piaciuto!
    Il titolo prende origine dalla frase che viene pronunciata da una bambina, Thea, sulla riva di un lago. Coe si affida alle emozioni di Thea per catturare quegli istanti che precedono un temporale: odori, rumori, ma anche bisogno di proteggersi, di correre, di coprirsi.

    Il libro è un raccolta di istantanee che Rosamond, settantenne e stanca di vivere, descrive in ogni dettaglio a Imogen, figlia di Thea, cieca dall'età di tre anni. «Scova Imogen, falle avere questi nastri, deve conoscere la sua storia, la nostra storia».

    Voto 5/5


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