Ducato di Milano, 1497. Il frate Augustin Leyre, inquisitore domenicano esperto nell'interpretazione di messaggi cifrati, viene incaricato dal Sant'Uffizio di sovrintendere alle ultime fasi della preparazione dell'affresco che Leonardo da Vinci sta eseguendo nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. "L'Ultima cena" presenta anomalie sconcertanti che pongono profondi interrogativi sulla fede cristiana: il Messia non celebra l'Eucarestia spezzando il pane e sulla tavola non compare il sacro calice del suo sangue, gli apostoli sono senza aureola e Leonardo, accusato di aver ritratto se stesso mentre volta le spalle a Gesù. "Il Cenacolo" pare celare un universo di simboli e significati: Leonardo è forse un eretico? Il mistero si infittisce quando, poco dopo l'arrivo del frate, una serie di delitti sconvolge la comunità domenicana di Santa Maria delle Grazie. Romanzo di grandi suggestioni, "La cena segreta" accoglie motivi dei Vangeli apocrifi e offre una rilettura inedita del capolavoro di Leonardo da Vinci che conduce il lettore in un'appassionante avventura sospesa tra arte, dispute teologiche e mistero.

Thriller-ino-ino-ino, nel senso che suspense non ce n'è tanta (solo due morti in 300 pagine), però tutto sommato me lo sono goduto. La prosa è molto semplice, fluida, lo stile è scorrevole e fruibilissimo. Mi ha affascinato soprattutto la lettura che viene fatta (o meglio, l'illazione, le ipotesi di lettura) de L'ultima Cena di Da Vinci. Bello sviscerare un dipinto fino al suo significato più profondo, fino ad evincere quelle che erano le reali intenzioni e il reale messaggio dell'artista. Qui è fiction, lo so, è una lettura "faziosa" dell'autore, però a me personalmente è piaciuta.
Voto 3, non di più perché l'enigma nascosto nel dipinto l'ho risolto all'istante e leggere che i personaggi per 10-20 pagine non ne venivano a capo, beh, è stato un po' banalotto e ridicolo.