Mi potreste accusare di parlare sempre e solo di Sud, ma posso assicurarvi che non ho la sindrome d’Asperger, non penso solo ed esclusivamente al Sud. Il Sud non è una moda. Il Meridionalismo non è un sentimento che nasce e scompare come un paio di jeans a vita bassa. E’ stato fatto molto, c’è ancora molto da fare. Perché dico ciò, quando era ministro il leghista Calderoli, se ne venne con un’espressione razzista che scivolò senza conseguenza sull’opinione pubblica, ma anche e soprattutto sui napoletani. Il Ministro ebbe il coraggio di dire che Napoli è una fogna da derattizzare, perché anche i ratti votano. Nessuno disse nulla, tantomeno i napoletani.
A distanza di qualche anno e grazie anche e soprattutto al lavoro sulle coscienze operato da Lino Patruno e i suoi colleghi, un giornalista di Torino in un tg nazionale ha detto che i napoletani si riconoscono dalla puzza. Si è sollevata un’ondata di indignazione che ha travolto il giornalista e costretto la rai a sospenderlo. Cosa impensabile fino a qualche anno fa.
Altra accusa che potrebbe venir mossa è di continuare a pensare a ciò che è successo. Mi dicono, va bene, ammettendo che sia vero ciò che ci fu fatto 150 anni fa, qual è la soluzione ora? C’è poco da concedere, 150 anni fa ci fu una vera e propria guerra di conquista che ha le sue nefaste conseguenze ancora adesso.
25 milioni di emigranti non ce li siamo inventati. I giovani che continuano a partire non ce li stiamo inventando.
Perché un ragazzo dovrebbe restare al Sud o peggio tornare se il Sud non gli dà nulla?

E qui vi invito a leggere il libro di Lino Patruno “Ricomincio da Sud”. Libro che ci aiuta a capire che il Sud non è tutto da buttare, ma produce. Quasi tutta la plastica italiana è prodotta al Sud, lacciao, il petrolio, l'eolico, gli aerei...
Libro che ci fa capire che il Sud va avanti nonostante tutto. Nonostante io impieghi tre ore Roma Campobasso con il treno a vapore, mentre un mio omonimo di Milano raggiungerebbe Roma in tre ore. Con l’unica differenza che io percorro 200 km, lui oltre 700.
Chiudo citando la frase di un imprenditore che ho trovato leggendo il libro: “La storia non si fa con i Se e con i Ma, ma con i nonostante”.
Ed allora dico che nonostante non vi siano treni io resto, nonostante non vi sia una sanità decente io resto, nonostante non vi sia un lavoro facile io resto, nonostante vi sia una criminalità organizzata (dallo stato) io resto.
E tutti insieme, anche con una nuova generazione del nord, proviamo ad immaginare ed a costruire un nuovo Sud. Perché come scrive Lino Patruno: Mezzogiorno è l’ora da cui ripartirà tutto.