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Nel paese delle ultime cose

Mostra risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Auster, Paul - Nel paese delle ultime cose

  1. #1
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    Predefinito Auster, Paul - Nel paese delle ultime cose

    Immaginate un posto dove le persone (la nonna, il droghiere, il vicino di casa) e gli oggetti (le auto, lo spazzolino, la caffettiera, la gomma da cancellare) sono a rischio di estinzione. Una mattina ti alzi e non c'è più il postino o lo schiaccianoci. E non solo il tuo, ma quello di tutti. Qualsiasi rimasuglio diventa allora l'oggetto più prezioso del mondo, soprattutto per i "cacciatori di oggetti", persone in grado di uccidere per accaparrarsi, che so, un mozzicone di matita. La prima edizione italiana di questo romanzo è stata pubblicata nel 1996 da Guanda.

    Questo libro mi ha colpito piacevolmente. sembra un po' l'evoluzione di The road (il film) in un'ottica più statica ma globale: qui si presume l'esistenza di un'intera società (anzi molteplici società che convivono)... io mi sono immainata una New York nel più apocalittico dei futuri possibili!
    Mi stupisce che nessuno lo abbia mai recensito sul forum, è un libro che merita davvero e mi è piaciuto molto di più rispetto a Trilogia di New York!

  2. #2
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    metto in wishlist

  3. #3

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    finito or ora. libro bellissimo, agghiacciante in più circostanze, racconta un futuro distopico con ascisse e coordinate totalmente rapportabili ai giorni nostri inseguendo i rivoli di un'umanità che cerca la "vita", una speranza che anche lottando fatica a trovare; esistenze all'interno di un tunnel -sempre più sretto e ostico- dove non si riesce a intravedere alcuna luce alla fine. scrittura -come al solito con Paul auster- sopraffina, densa e scorrevole.

  4. #4
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    Che piacevole rivelazione!
    Non avevo mai letto nulla di Auster e grazie a velvet che l'ha proposto per l'attuale sfida dei libri del cuore ora ho avuto la possibilità di farlo.

    Nonostante lo scenario apocalittico a me questo romanzo è davvero piaciuto, non conoscevo ancora il filone distopico e negli ultimi tempi mi sono resa conto di preferire queste storie "al limite". L'ho trovato scorrevole, appassionante e davvero coinvolgente.
    Soprattutto perché sto vivendo una situazione particolare che in parte assomiglia a quella vissuta dalla protagonista, con le dovute differenze e distanze, ovviamente, ma lo stesso parecchio simile per certi versi .

    Per lo specifico vi rimando al mg che è ancora in corso http://www.forumlibri.com/forum/grup...ul-auster.html

  5. #5
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    Bello e angosciante, terribile ... senz'altro ho letto romanzi distopici che mi sono piaciuti di più - Cecità, La strada, 1984, libri con cui ho trovato diverse analogie - ma l'atmosfera claustrofobica e la perdita progressiva di ogni speranza sono rese perfettamente dallo stile di scrittura di Auster, fluido e intelligente, senza fronzoli, che va dritto al dunque con un linguaggio forte, chiaro ed efficace.
    Le personalità non emergono in modo particolare, quasi a voler sottolineare che un ambiente del genere non può non annientarle. Mi ha colpito soprattutto Ferdinand, l'unica personalità in cui gli effetti legati ad un certo modo di vivere sfociano nell'abbrutimento e nella violenza.
    Il libro è scorrevole e, a suo modo, avvincente. Si legge tutto d'un fiato.
    L'angoscia e la mancanza di una via d'uscita che si respira pagina dopo pagina è alleviata dalla presenza, a tratti, di un sentimento d'amore in svariate forme.
    Ciò che angoscia è anche l'attualità di questo romanzo, apparentemente fantascientifico. Mi ha impressionato molto il punto in cui si tratta della scomparsa progressiva delle parole, in seguito alla scomparsa degli oggetti con esse identificati. Una volta scomparsa la parola, scompare il ricordo, l'essenza dell'oggetto e così, pian piano, scompare il mondo, la vita, l'essenziale.

  6. #6
    Motherator
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    Lettura a me molto congeniale, a parte le prime pagine un po' arruffate, perché in poco riesce a dire molto e lascia lo spazio al lettore perché possa esprimere i suoi pensieri man mano che si procede con la lettura. Anna scrive al fidanzato che sembra essere inghiottito in questa città dove per sopravvivere bisogna armarsi di forza e determinazione ma dove i sentimenti non sono assopiti perché ogni volta che una persona "vera" viene a contatto con la protagonista esce fuori tutta l'umanità che anche nei frangenti peggiori si affievolisce ma non scompare. Questo ottimismo dell'autore che pur descrivendo un mondo allo sbando è il punto di forza di questo libro, quello che ti fa vedere come in uno specchio le emozioni che si provano nel dover combattere per la sopravvivenza ma nello stesso tempo restando umani. E' un percorso dentro di noi che ho apprezzato molto.

  7. #7
    The black sheep member
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    Devo dire che Auster è stato un po’ “ruffiano” nella scelta del tema; è un romanzo ecologico in senso stretto, e per parlare oggi di ecologia devi saper scrivere, altrimenti rischi di risultare ridicolo. C’è qualcosa di Orwell, qualcosa di Bradbury e un pizzico di Huxley, tanto sarebbe bastato per farne un pastrocchio micidiale.


    Ma chi scrive è Paul Auster e il pastrocchio diventa una salsa raffinata.

    La storia stenta un po’ a decollare e, almeno all’inizio, ho avuto qualche perplessità, ma poi devo dire che il crescendo delle disavventure mi ha tenuto incollato nella speranza che qualcosa rimanesse, nella speranza che rimanesse almeno la…speranza.

    Un mondo in cui le stagioni non ci sono più, un mondo in cui le cose che prima venivano utilizzate per ragionare, adesso vengono sfruttate per produrre, un mondo in cui non si capisce più nulla, è evidente, non ha più sorrisi da regalare. Se non fosse stato uno come Auster a scrivere questo romanzo, sarebbe stato facile scivolare in qualunquismi o stereotipi illeggibili. Invece è tutto perfettamente equilibrato, trama e forma vanno a braccetto e ci stanno pure parecchio bene. Scritto in modo sempre più “stringente”, alla fine diventa quasi claustrofobico.

    Parlando di genere distopico, personalmente lo metto senza remore a fianco dei classici “1984”, “Il mondo nuovo” e “Fahreneit 451”. Quattro libri da leggere (magari intervallandoli con qualcosa di più leggero).

    Sparisce tutto in questo romanzo e alla fine non rimane che il ricordo di qualcosa che non sappiamo.

    Peggio della fine del mondo.
    Votato 4/5
    Ultima modifica di Zingaro di Macondo; 02-03-2015 alle 05:36 PM.

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