Sinossi
Quella di Picozzi non è una malattia che si vede subito. Agisce con lentezza. Stanca. Piega. Atterra. Quella di Picozzi è una malattia che cresce insieme allo sguardo curioso, acuto, intelligente della bambina, dell’adolescente, della donna che è sua figlia. Quella di Picozzi è una sclerosi multipla, rigorosamente e violentemente respinta come si respinge un invasore. Le ossa del Gabibbo è la storia di questa invasione e della resistenza che ne consegue – paradossale, buffa, commovente. Ed è anche la storia di una ragazza che percorre all’inverso la china discendente della madre e racconta, irriverente e comica, i suoi impacciati esperimenti omosessuali, i suoi flirt, l’amicizia con una bellissima e un po’ sfigata compagna di classe, la balzana storia d’amore con Codino, il meccanico. Sullo sfondo la provincia italiana, le strade che scollinano, la vita a quattro ruote, i muri e le mura che fanno da confine all’ansia di vivere. Virginia Virilli ha scritto un romanzo rapinoso e dolcissimo, la testimonianza originale e spiazzante di un impertinente faccia a faccia con il dolore.

Ne penso:


La sinossi ci racconta un libro piu' leggero di quanto non sia. Questo e' un testo difficile.
Ho letto per il momento la prima parte ,quella dedicata all’infanzia dell’autrice con questa madre malata. L’ho trovato straziante.
E’ commuovente il livore che trasuda dal testo, per questa bambina che non capisce ne ‘ riesce a gestire una madre tanto bella quanto ingombrante, imprevedibile e scostante, da cui e’ spaventata, ma che ama disperatamente
Si sente la rabbia di lei adulta per un’infanzia funestata dal carattere irascibile di Pigozzi, e da questo segreto di pulcinella della sua malattia.
Un libro non facile,che cerca di raccontare con un sorriso i molti demoni. Vediamo come avanza.