TRAMA

In una giornata di sole, sette ragazzini entrano a Roma a piccoli gruppi. Sono vestiti poveramente e hanno poco bagaglio: chi una borsa da mare, chi uno zaino con una pianola, chi un sacco da cui spunta una coperta. Insieme a loro c'è un adulto. Hanno attraversato l'Europa con mezzi di fortuna, ma non sono dei rom. Sono bambini rapiti. Uno dopo l'altro, nei mesi precedenti sono stati sottratti alle loro famiglie da un uomo ombroso ed enigmatico, dal passato misterioso, che chiamano "il Raptor". La cosa ancora più misteriosa sta tuttavia nel fatto che nessuno di questi bambini sembra sentire la mancanza dei genitori. In breve tempo, hanno dato vita a una comunità autosufficiente, con regole e rituali tutti propri, e ora stanno bene attenti a non dare troppo nell'occhio perché la cosa peggiore che potrebbe capitargli è di tornare a casa. Ma tutti i viaggi - specie quelli iniziatici - hanno un principio e una fine. Sospeso tra favola nera, parabola sull'esistenza, storia di formazione, il nuovo romanzo di Carola Susani è un libro dove ogni luogo comune sui bambini e sulle loro "esistenze segrete" viene rovesciato, portandoci a rivivere tutto ciò che di quell'età perduta credevamo di non ricordare più.

COMMENTO

Questo libro l'ho preso in presito in biblioteca, devo dire che forse non lo avrei comprato, ma lì per lì mi ispirava e visto che era breve
(è poco più di 200 pagine) ho pensato di leggerlo. Mi ha lasiata un po' sconvolta devo dire, un romanzo assolutamente sopra le righe e anche se ben scritto, non mi sento di consigliarlo. La storia già di per sè cruda è narrata in prima persona da uno dei bambini rapiti. Sembra di fare un viaggio all'inferno e no inenso onrico, ma in un inferno quotidiano di tutti i giorni, che potrebbe succedere a ognuno di no. Voglio dormir tranquilla per cui penso che eviterò altre letture del genere.