Letto per la SL,ho scoperto che quest'autore è un mio concittadino,o meglio,era,anche un giornalista che aveva collaborato col "Mondo","L'Europeo","Giorno" e "Cronache".
Dalla quarta di copertina:
«Nelle sue pagine Fusco scavava sempre un ritratto, un carattere, una figurina che costituisce il micidiale esemplare dei tempi». Nelle Rose del ventennio i micidiali esemplari sono del tempo del fascismo, figurine che scorrono a fare una specie di storia intima del regime di antologica efficacia.

E' stato interessante e piacevole per me leggere questo ritratto dell'epoca,con nomi,luoghi,locali e vie conosciute,un'epoca critica della nostra storia,raccontata con leggerezza,attraverso aneddoti e storielle curiose,al centro dlla storia il Duce con i suoi gerarchi,D'Annunzio col suo sogno di conquista,le donne fasciste e il principe Aimone...che di tutto aveva voglia tranne che di diventare Re di Croazia,un quadro delicato e mai sopra le righe dell'Italia di allora,uno stile beffardo-controllato,semplice,piacevole.