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Storia di un corpo

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Discussione: Pennac, Daniel - Storia di un corpo

  1. #1
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    Predefinito Pennac, Daniel - Storia di un corpo

    3 agosto 2010. Tornata a casa dopo il funerale del padre, Lison si vede consegnare un pacco, un regalo post mortem del defunto genitore: è un curioso diario del corpo che lui ha tenuto dall'età di dodici anni fino agli ultimi giorni della sua vita. Al centro di queste pagine regna, con tutta la sua fisicità, il corpo dello scrittore attraverso i sensi: la voce stridula della madre anaffettiva, l'odore dell'amata tata Violette, il sapore del caffè di cicoria degli anni di guerra, il profumo asprigno della merenda povera a base di pane e mosto d'uva. Giorno dopo giorno, con poche righe asciutte o ampie frasi a coprire svariate pagine, il narratore ci racconta un viaggio straordinario,il viaggio di una vita,con tutte le sue strepitose scoperte, con le sue grandezze e le sue miserie: orgasmi potenti come eruzioni vulcaniche e dolori brucianti, muscoli felici per una lunga camminata attraverso Parigi e denti che fanno male, evacuazioni difficili e meravigliose avventure del sonno. Con la curiosità e la tenerezza del suo sguardo attento, con l'amore pudico con cui sempre osserva gli uomini, Pennac trova qui le parole giuste per raccontare la sua storia che ci fa davvero tutti uguali: grandiose e vulnerabili creature umane.


    Questo è l'ultimo gioiellino del mio caro amico Pennac, che come al solito scrive ciò che vorrei venisse scritto. Lo consiglio veramente, è delicatezza, sincerità, umanità e piacere...insomma una meraviglia.



    Ah, ho recuperato anche un'intervista allo scrittore, fatta per Soul Food :

    Non è un diario intimo, come si chiamano in francese i diari (Journal intime) qui l’intimità è altra cosa..

    Si il mio protagonista è ostile all’idea di scrivere un diario, come qualcosa di aleatorio scritto in preda alle emozioni e invece il mio protagosnita vuole essere molto preciso. È stata la voglia di raccontare non i sentimenti o l’anima di un personaggio, ma una vita attraverso la tensione che un uomo ha nei confrontoi proprio del suo corpo ed è appassionante per me perché il soggetto è anche l’oggetto della scrittura. Molto pratico, perché io sono l’oggetto e l’oggetto.

    arte, pornografia, medicina, il corpo è ovunque, cosa c’era di dire ancora, sul corpo?

    Si ma visibile, non ascoltato. Guardi la medicina, quasi non tocca più i corpi, si fanno analilsi, laboratori, chirurgie, ma ascoltarlo realmente, non molto…io invece ho trovato interessante ascoltarlo e parlare della relazione tra mente e corpo, come accadeva nel protagonista, ascoltando anche il mio. Di tutti i temi del corpo nella società contemporanea dicui parla, non mi sono interessato, non ho voluto farli entrare nel libro, per questo non ho letto nulla. Vero è che la società ci dà un’immagine consumistica del corpo e invece io volevo concentrarmi sulla mente e sul corpo, sul loro rapporto, senza toccare temi sociali.

    Avremmo bisogno per contrastare questo aspetto consumistico di dare maggiore visibilità anche al corpo del malato e anche del corpo dell’altro che muore?

    Non so, forse anche su questo c’è un eccesso di drammatizzazione e io sono un militante della sdrammatizzazione..in realtà ho scritto il libro rispetto alla mia percezione personale e non so come poter dare indicazioni generali per quel che riguarda le abitudini, le modalità sociali di intendere il corpo.

    Quindi è percettivamente autobiografico?

    Si è un libro autobiografico, ma anche obiettivo perché ho descritto ciò che vedo oltre che ciò che ho sentito sia uomini che donne a proposito del raporto vero e oggettivo con il loro corpo.

    E cosa ha scoperto di sé?

    Non ho scoperto qualcosa di nuovo, ma un’attitudine all’osservazione, una pazienza verso me stesso. Non pensavo sarei stato in grado di osservare con tanta pazienza

    però lei è maschio,Ha pensato anche alle donne scrivendo?

    Si. la domanda me la sono fatta., così come il protagonista che all’ età di 51 anni lo scrive nel suo diario, pensando allì eventuale pubblicazione, Diciamo che conta l’esempio e come lui anche io avrei voglia di leggerlo, un diario del corpo femminile. Aspetto chi scriverà lo stesso libro mio, al femminile.

    Perché c’è tanta repulsione nel descrivere la fisiologia segreta di un corpo?

    Perché si ritiene sia un argomento ripugnante, mentre invece si tratta solo di materia, alla lettera, oggettivamente. Nell’educazione ci insegnano così, le secrezioni sono ripugnanti. Ma è una convenzione.la vera rivoluzione è quella delle puzze e e delle secrezioni, che andrebbero accettate come oggettive, non come qualcosa da rifiutare.
    a proposito di rivoluzioni, il suo protagonista annota nel maggio del 1968 ” la piazza sta diventando il diario del corpo”.

    Tutta l’attenzione al corpo, anche se oggi è commercializzato, alla “cura del sé” come diceva Foucault, non è figlia del ‘68?

    non sono d’accordo, nel ‘68 il corpo ha cessato di essere un oggetto di consumo, per quello il mio protagonista scrive quella frase. La piazza faceva come lui. E’ stato considerato come qualcosa di indipendente rispetto all’immagine del corpo, ma è durato poco.

    non solo la commercializzzione estetica. Anche la salute è commercio, i farmaci modificano il corpo e la sua fisiologia, da quelli che cancellano il raffreddore a quelli che danno la virilità a chi non l’ha più…

    Si ma questo è sempre accaduto, la farmacia ha sempre modificato il corpo, forse ora è accentuato, spesso le medicine però non sono efficaci in sé ma più che altro l’effetto è quello placebo, ovvero è la mente che agisce sul corpo e quindi torniamo a questo legame che come ho detto è il vero centro del mio interesse per questo libro.

  2. #2
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    Letto un mesetto fa.
    E' un "esperimento" abbastanza ben riuscito e molto interessante. Soprattutto offre moltissimi spunti di riflessione sul corpo in quanto tale. L'unico neo è che io almeno non ho avvertito un grosso "balzo" fra la scrittura del bambino e quella del vecchio, più che un diario sembravano delle memoria (nello stile, non nella forma o nel contenuto).
    E' la prima cosa che leggo di Pennac al di fuori del ciclo dei Malaussène che mi piace veramente. Ma il ciclo dei Malaussène era proprio di un altro livello...
    4/5

  3. #3
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    Bello, anche io l'ho trovato molto interessante! in effetti non c'è cambio di stile (neanche grammaticale) tra i suoi 12 anni e gli 86... però ho trovato incredibile la quantità di dettagli, la verosomiglianza degli avvenimenti, quanti particolari ben posizionati...
    Per chi ha letto i malaussene: credo che l'idea gli sia venuta dal Film di cui parla in Signor Malaussene...

  4. #4
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    Dovrò leggerlo....

  5. #5
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    Anche io trovo di gran lunga migliore la saga dei Malausséne, ma indubbiamente Pennac è un'inesauribile fonte di idee del tutto particolari. L'idea di monitorare un corpo nel corso della vita in effetti l'aveva già espressa in un precedente romanzo, qui l'ha messa in pratica. Gradevolissimo e simpatico anche se, per i miei gusti, davvero troppo esplicito nelle parti relative alla sessualità (ok, si parla del corpo... ma, cosa volete, sono una romantica e le descrizioni dettagliate mi tolgono sempre gran parte della poesia... d'altra parte l'autore è un uomo )

  6. #6
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    Divertente brillante anticonformista di una precisione chirurgica..proprio quello di cui un mondo che si fa scudo dietro a finte apparenze e facciate barocche ha bisogno per recuperare la proprio essenza.

  7. #7
    e invece no
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    Le metafore che vengono usate in questo libro sono bellissime, e anche se certi momenti potevano apparire abbastanza cupi da immaginare, io mi sono ritrovata parecchie volte a sorridere.
    E' vero poi che il ritratto della Monna Lisa ha uno sguardo enigmatico, io stessa vorrei capire come mi guarda, ma credo mi rimarrà mistero ().

    Come spiegare? Se alla fine questo libro tratta solo di un corpo che non è il nostro, potrebbe apparire impersonale, invece le sensazioni diventano tue, e ogni accorgimento fisico del protagonista, tramite le sue parole, si materializza sul tuo corpo e riesci a sentire fisicamente ciò di cui parla.
    Diversamente i sentimenti di qualcuno, a meno che non li abbiamo provati, potrebbero essere più difficili da render propri.
    Per dire solamente che, ti smuove mentalmente anche una lettura "corporea" come questa.

    E brava iridi, che mi colpisci spesso nelle letture che scegli!

  8. #8
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    Il libro è interessante ed originale, lo consiglio vivamente, offre spunti di riflessione sul nostro corpo e strappa qualche sorriso di fronte a situazioni e problemini comuni un po' a tutti. Mi è piaciuta in particolar modo la scelta di mettere il corpo sotto osservazione, infatti il corpo siamo noi ma non sempre mente e corpo vanno nella stessa direzione. E' il mio primo incontro con Pennac ma, a giudicare dai vostri commenti, dovrei sicuramente cimentarmi nella saga Malaussène.

    Ringrazio iridi per la bella intervista all'autore.

  9. #9
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    La particolarità e l'originalità espressiva e tematica rendono questo romanzo davvero bello.
    Non è il classico diario banale e scontato, ecco. La scelta di narrare la vita di quest'uomo incentrando molto i discorsi sulle sensazioni legate al suo corpo rende il tutto particolare, insolito e molto bello!
    Un punto di vista nel quale facilmente possiamo ritrovarci, ma che mai si legge in un romanzo!

    5/5

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