Fino al 2001 sfrecciava a 400 chilometri all'ora con auto potentissime, sui circuiti di Formula Kart e Formula 1. "Ora ho tolto uno zero: adesso faccio fatica, perché è una fatica tutta mia, ad arrivare a 40 chilometri all'ora con la mia handbike. Ma l'effetto è incredibilmente simile". Parola di Alex Zanardi. La sua voce, la sua storia, la sua carriera sportiva e molte bellissime immagini stanno tutte in questo nuovo libro del giornalista sportivo Luca Corsolini: "Alex. Un inguaribile ottimista" (Aliberti editore, 11 euro). Bolognese, 46 anni, Zanardi ha vissuto una vita che vale per due. Ha corso 41 Gran Premi di Formula 1, si è laureato campione di Formula kart nel 1997 e 1998. Fino al gravissimo incidente del 2001, nel circuito di Lusizring: riporta l'amputazione di entrambe le gambe ma sopravvive, miracolosamente, nonostante gli fosse rimasto in corpo poco meno di un litro di sangue. Ma Alex ha la scorza dura, e una determinazione fortissima lo fa letteralmente risorgere. Tornato in pista con protesi speciali, nel 2005 vince il campionato italiano superturismo; nel 2007 scopre la handbike, ed è un vero è proprio colpo di fulmine: prova, nello stesso anno, la Maratona di New York senza gran preparazione e arriva quarto; nel 2011 arriva primo, stabilendo anche il nuovo record di categoria. Di vittoria in vittoria arriviamo al 2012, e l'immagine di lui che solleva senza sforzo la sua handbike sopra la testa in un gesto di trionfo alle Paralimpiadi di Londra è storia: medaglia d'oro nella prova a cronometro e su strada, medaglia d'argento nella staffetta con gli altri due atleti azzurri Francesca Fenocchio e Vittorio Podestà. Zanardi, sempre sorridente, ironico ("dopo l'incidente ho pensato: non devo più lavarmi i calzini") e umile, diventa un simbolo per molti: l'esempio di chi non si scoraggia nonostante la disabilità, di chi cade e si rialza, sempre. E come dice il più famoso atleta disabile del pianeta, icona delle Paralimpiadi, Oscar Pistorius: "Non sei disabile per le disabilità che hai, sei abile per le abilità che hai”. Zanardi vive a Padova ed è facile incontrarlo, con la sua handbike, in allenamento sui nostri colli. E facile è sentirsi dire: "Facciamo un tratto insieme?". Perché Alex è così: un inguaribile ottimista, un instancabile sportivo.