"Fra tre giorni ci vai da Carmine, a papà?" Questa frase, e per Pietro ricomincia a pulsare il segreto. Un segreto racchiuso nel favore da fare a suo padre senza che nessuno lo venga a sapere e senza nessun errore. Questa frase, e per Pietro niente è uguale a prima. Così il sole forte del giardino diventa il buio cattivo della cantina D4 e l'odore buono della piccola casa si trasforma nel fetore di cemento della grande città. Non ci saranno più le carezze di sua madre, soffocate da una verità crudele e silenziosa. Per Pietro, all'improvviso, ci sarà solo il mondo adulto di suo padre: un mondo crudele che il bambino scoprirà attraverso i suoi occhi innocenti e a cui si ribellerà fino in fondo.

Uno scrittore della mia città, che però non avevo mai letto. Questo libro è davvero molto incisivo, il ragazzo ha una bella penna. Per chi di voi l'ha letto, ma penso quasi tutti, ricorda da lontano Io non ho paura di Ammaniti. L'atmosfera è quella.
Una curiosità: il titolo deriva dal "gioco", secondo me poco divertente, di tagliare la coda alle lucertole in giardino. La violenza in quella casa la fa da padrona.