In "Il bacio della morte", primo romanzo della saga “Casa dei Demoni”, incontriamo Thea, un mezzo demone con il potere di controllare i sogni, incaricata di cacciare e uccidere altri demoni chiamati Azura. La ragazza ha un rapporto difficile e conflittuale con il padre ed ha una madre molto fragile che cerca sempre di proteggere.
Come Thea si allenano per cacciare i demoni Azura anche la sua migliore amica, Serena, allegra ed elegante e Cameron, a cui piace Serena, ma è frenato dalla posizione sociale di lei.
Per Thea tutto cambia quando inaspettatamente entra a far parte della sua vita Damian Aksenov, apparentemente senza emozioni, ostile ed irritante, ma che forse riuscirà a far emergere il lato romantico della ragazza. A complicare le cose ulteriormente arrivano da Mosca i cugini di Serena, Alex e Ania, veri e propri principi, con dei poteri particolari.

Già il materiale uscito prima del libro mi aveva dato un' idea di quale potesse essere l' atmosfera di questo romanzo e mi sembrava davvero che ci fossero proprio tutti gli elementi e le premesse per una storia fantastica. Atmosfera e ambientazione molto affascinanti, esattamente in linea con i miei gusti e con ciò che preferisco, personaggi ben caratterizzati, storia ben pensata e non scontata...insomma, tutto mi faceva ben sperare ed ero molto curiosa.

È scritto benissimo ed in modo molto coinvolgente, capace di mantenere sempre alto il livello di attenzione. Racconta una storia profonda e sotto certi aspetti anche un po' cupa, ma con in più un incredibile tocco di ironia che mi ha fatto ridere moltissimo e che è uno dei maggiori punti di forza del romanzo, così come lo è la protagonista.
Thea è una ragazza ribelle, sempre pronta ad infrangere le regole e ad escogitare metodi ingegnosi, ma spesso fallimentari, per farlo. È forte e determinata, divertentissima, sarcastica e graffiante.
Mi ha colpito quanto sono resi bene, molto vividamente, i vari aspetti di lei e del suo carattere.
I rapporti tra i personaggi, cosa per me importantissima, sono intensi, emozionanti e credibili.
In generale non averi potuto sperare di meglio.