TRAMA:
Annoiato, il sultano Mangogul non sa più come trascorrere il tempo. La sua favorita, Mirzoza, gli suggerisce di convocare il saggio Cucufa. Il mago consegna a Mangogul un anello che ha il potere di indurre qualunque donna a confessare le proprie avventure amorose. Non si esprimeranno con la bocca bensì "con la parte più sincera che si trovi in loro, e quella che ne sa di più circa quanto tu desideri conoscere".
Se ne vedranno delle belle...

Lasciate che la voce dei vostri gioielli risvegli quella delle vostre coscienze; e non arrossite nel confessare crimini che non avete avuto vergogna di commettere.
Primo romanzo di Diderot, scritto, secondo la leggenda, per una scommessa tra l'autore e Madame de Vandel.
Lettura originale e abbastanza scorrevole, che ondeggia tra il serio e il sorriso, tra avventure di corte e discussioni filosofiche, dove l'argomento principale è uno soltanto: le donne. E il sesso. Niente di scandaloso però, se si tralascia il fatto che le storie non escono dalla bocca delle dirette interessate, ma dalle loro parti intime, gioieilli per l'appunto.
In questa pungente critica della società francese, fatta più di vizi che di valori, Diderot non risparmia nessuno, non si pone limiti sociali o geografici, dà voce sia alle dame sia alle contadine, a spagnole e italiane, criticando il gentil sesso ma anche i religiosi e i politici che non sono meno lussuriosi.
Diderot non ci nega però il lieto fine, le perle rare, fortunatamente, esistono, bisogna solo saper guardare!