Trama:

Una capanna nel cuore di un bosco, un delitto per salvare se stessa e il proprio figlio, un bambino con sei dita e troppi incubi nella testa.
Cinquant’anni dopo, in quello stesso luogo, un ragazzo trova un sasso dalla forma strana. È l’amuleto che il bambino con sei dita portava al collo. Da quel momento inizierà a vedere accadimenti e fatti a cui non era preparato, ma che gli permetteranno di compiere una discesa agli inferi per recuperare parti di se stesso che aveva scordato.
Ma quando il ragazzo vedrà morire una giovane donna a chilometri di distanza da casa sua, comprenderà che il potere del sasso va ben oltre la suggestione, e che forse il bambino con sei dita e troppi incubi nella testa è tornato. Ed è cresciuto…


Libro edito solo in formato ebook, operazione commerciale evidente per "trascinare" le vendite dei due libri precedenti (in copertina la fascetta "dall'autrice de "La colpa" candidata al premio strega"). Tutto ciò per dire che sono partito prevenuto verso questo racconto lungo (una 50ina di pagine) e invece, finalmente, ho letto qualcosa di dignitoso da parte di questa autrice uscita dalla scuola Holden di Torino.

Storia che tende al paranormale - che mi stuzzica sempre all'interno di una storia - e che si legge in un paio d'ore. Funzionale a ciò è sicuramente anche la scelta dei capitoli brevi e l'alternanza dei livelli temporali. Alla fine i nodi verranno al pettine e i tasselli andranno al loro posto. Menzione di merito per il personaggio Jamil, una sorta di Cloris Brosca de "La luna nera" decisamente affascinante.
Scrittura migliorata di parecchio rispetto allo squallore dei due libri precedenti (leggansi le mie recensioni, li ho rivenduti un secondo dopo averli finiti).

Consigliato per un pomeriggio in cui si ha voglia di immergersi un po' in una lettura suggestiva e in una storia con risvolti paranormali.
Voto 3