"Il tempo degli imbonitori e ciarlatani è finito". Lo dice il giornalista Xavier Jacobelli nella sua prefazione a questo libro sugli agenti dei calciatori, o procuratori, come erano definiti negli anni Settanta, quando queste figure iniziarono a nascere in Italia. Luca Taliotta, caporedattore di calciomercato.com, e Jean-Christophe Cataliotti, avvocato italo-francese esperto di diritto sportivo nonché agente FIFA, rivelano in questo nuovo libro ("I segreti dell'agente dei calciatori", Mursia, 15 euro) come si approccia questa professione, che esami è necessario affrontare, i titoli di studio da possedere, i regolamenti da conoscere. Un vero vademecum insomma per chi fosse interessato ad intraprendere un mestiere difficile quanto entusiasmante: l'assistenza a 360 gradi del calciatore, dalle trattative di calcio mercato alle sponsorizzazioni, dal supporto psicologico a quello finanziario. L'agente è il punto di riferimento, è il padre, il fratello maggiore. È soprattutto l'uomo che risolve i problemi del calciatore, in campo e fuori. Preziose quindi le testimonianze di chi questo mestiere già lo fa, agenti della nuova o della vecchia guardia che fra queste pagine raccontano come sono arrivati a fare un lavoro così insolito e che non lesinano aneddoti e curiosità. Il bergamasco Giovanni Branchini, procuratore della vecchia scuola di calciatori come Ronaldo, Montolivo e Pepe, conserva come un cimelio un paio di infradito tempestate di Swarovski, che il giapponese Hidetoshi Nakata ha pensato bene di indossare in occasione della firma del contratto con il Parma nel 2001; Davide Lippi, figlio d'arte del noto allenatore Marcello, è uno degli agenti più importanti degli ultimi anni e conserva gelosamente la penna con la quale un sedicenne Giorgio Chiellini firmò il suo primo contratto da professionista con il Livorno; Federico Pastorello, di Rovereto, che ha curato, fra gli altri, gli interessi di Diego Milito, confessa di aver macinato 100.000 chilometri in auto e di aver preso 108 aerei l'anno passato. "Non è il procuratore che fa un grande calciatore, ma è il calciatore che fa grande un procuratore", afferma Claudio Vigorelli, che ha iniziato la sua carriera nel lontano 1990. Un monito per chi, da grande, vorrà fare l'agente dei calciatori.